Sembra assurdo scandalizzarsi quando si sente parlare di petizioni a favore dell’installazione delle telecamere all’interno delle aule didattiche degli istituti scolastici italiani. Poi, improvvisamente, si rimane indifferenti e insensibili al normale senso del pudore difronte alle scene di nudo integrale, mostrate in prima serata durante quel noto programma televisivo riguardante la vita dei moderni Robinson Crusoe. Una vera e propria desolazione quella dei tanti spettatori italiani, rimasti impassibili dinanzi alle scandalose immagini di una certa Playa Desnuda! Eppure, purtroppo, in Italia succede anche questo. Il voyeurismo si ferma proprio tra i banchi della scuola per tutelare i più piccoli ma, guarda caso, sono sempre loro gli stessi piccoli alunni in qualità di spettatori tra le mura del proprio appartamento che assistono inermi alle indecorose scene sull’isola maledetta. La contrarietà verso la scelta di dotare le aule scolastiche di telecamere a circuito chiuso è dovuta essenzialmente al fatto che tale dotazione comporterebbe una grave violazione della privacy per quanto riguarda le immagini dei minori. Ma allora ci si chiede: lo spettacolo in prima serata, in Tv, non riguarda anche la privacy? La risposta è no. Nello spettacolo tutto è concesso. Quello si chiama business e in nome del Dio Denaro, tutto diventa possibile e realizzabile.

L’eccesso o il difetto? Il solito dilemma tutto italiano…

Il problema della privacy all’interno della aule è antico e impregnato di storiche controversie. Parecchie polemiche negli anni passati sono venute fuori a causa dei ricorsi e delle denunce di numerosi docenti (appoggiati certamente dai loro sindacati) letteralmente ‘spiati‘ dagli stessi Dirigenti Scolastici durante le pause di lavoro. Le telecamere in questione erano installate all’interno delle pertinenze della scuola, in particolare, nei corridoi e negli spazi scoperti interni all’edificio scolastico. In quelle occasioni il Garante della privacy, ha sempre sostenuto l’illegittimità di questa soluzione e ha preferito rimuovere l’ostacolo, riponendo nel cassetto questa opportunità. Ma, in verità, persiste anche un grave problema legato al comportamento di tanti altri operatori della scuola. I recenti fatti parlano chiaro. Ogni giorno viene scoperto un insegnante aguzzino, un docente stupratore e pedofilo. Insomma, seguire le vicende di cronaca nera e di attualità, le quali hanno come sfondo le attività scolastiche, equivale a pensare, nel nostro immaginario collettivo, a una scuola pubblica in mano a delinquenti, stupratori e depravati. Ma le cose non stanno proprio così…

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Il popolo dei social network chiede le telecamere in classe. Il caso ‘sìalletelecamere’.

Partendo da queste considerazioni, oramai sotto gli occhi di tutti, cinque mamme molto determinate hanno creato un gruppo Facebook, conosciuto meglio con il nome “sìalletelecamere”. L’iniziativa ha, sin da subito, riscosso notevole successo e ad oggi gli iscritti superano i 42mila utenti. Tra le iniziative promosse dalle amministratrici del celeberrimo gruppo social, oltre quella di poter installare le telecamere in tutte le strutture in cui si lavora con soggetti minori (si parla, infatti, di tutti gli ordini scolastici fino alla secondaria di primo grado) anche la richiesta di poter selezione il personale scolastico attraverso dei veri e propri test psicoattitudinali.
Forse quest’ultima richiesta è una cosa difficile da attuarsi ma per il resto riconsiderare questa opportunità (le telecamere in classe) diventerebbe quasi un obbligo morale nei confronti degli alunni, delle famiglie e persino degli insegnanti. La scuola è un ‘microcosmo‘ e all’interno di esso esiste una varietà di soggetti, ognuno con le proprie sfaccettature e con le proprie dinamiche: esistono insegnanti con problemi di comportamento e altrettanti alunni, ritenuti ‘angeli‘ dai propri genitori, che spesso si macchiano di reati e atteggiamenti da veri ‘diavoli‘. Allora, la nostra considerazione parte proprio da questa dicotomia. Da un lato si dovrebbe garantire la cosiddetta privacy personale ma dall’altro lato l’installazione in classe di un apparecchio video, con presa diretta continua, costituirebbe un valido deterrente per scongiurare qualsiasi dubbio circa i cattivi comportamenti di tutti gli attori che popolano il mondo della scuola.

Il momento è propizio. La Buona Scuola e il PNSD di Matteo Renzi potrebbero prevedere prossimamente anche questa ipotesi.

All’interno della scuola, in questo momento storico in cui la tecnologia la fa da padrona, questa soluzione sarebbe proprio la più vantaggiosa, soprattutto per gli stessi formatori. Tanti sarebbero i benefici per la scuola in quanto istituzione, soprattutto per gli adulti che vi lavorano e che sono quotidianamente impegnati e in stretto contatto con i minori. Tale soluzione, infatti, porterebbe anche a sciogliere tutti quei dubbi che, spesso, molti piccoli discenti insinuano nelle menti dei loro genitori a proposito della scarsa qualità della preparazione e delle capacità di formazione di quella o dell’altra insegnante. Crediamo per questo, che tutti i docenti italiani dovrebbero pretendere questa possibilità, al fine di sfatare, una volta per tutte, gli scetticismi, i luoghi comuni, le critiche, le etichette e le riserve che l’opinione pubblica ha nei loro confronti. Le telecamere dovrebbero raccontare, una volta per tutte, come si trascorre ogni giorno la vita in classe, le dinamiche di apprendimento, le lezioni e le spiegazioni dell’insegnante, i cattivi comportamenti degli alunni, la loro svogliatezza, la loro insolenza, la loro arroganza e gli eventuali atteggiamenti di ‘bullismo‘ che spesso si manifestano nei confronti dei loro stessi compagni. Il bravo insegnante, quello onesto, serio e professionale non avrebbe proprio nulla da temereDisciplinare e regolamentare, infine, questa nuova possibilità di scoprire dove risiede la verità, dovrebbe essere la prima cosa da fare, in vista dei continui ed incessanti casi altisonanti che ogni giorno la cronaca presenta sul versante di fatti incresciosi che vedono coinvolti gli operatori della scuola pubblica italiana.