L’indignazione e la protesta dei docenti precari contro il concorso scuola 2016 non accennano a placarsi, nonostante la prima prova sia prevista alla fine del prossimo mese. L’hashtag #noalconcorsotruffa è sempre più diffuso e gli insegnanti protestanoanche nelle piazze di tutte Italia contro una selezione considerata ingiusta. Da Siracusa arrivano alcuni commenti di docenti in protesta davanti al Provveditorato agli studi: “Gli insegnanti di cui necessita il Paese sono già stati selezionati da duri percorsi abilitanti, inutile un ulteriore concorso che dilapida il denaro pubblico” è la frase che si sente più spesso. E ancora: “Anni di sacrifici e costose abilitazioni non possono essere sdoganate da una farsa come quella che si sta mettendo in atto, col Miur che si bea del fatto di aver registrato fino adesso oltre 74.000 domande.”

“No al concorso truffa”: anche a Firenze la protesta

Ma lo slogan ‘No al concorso truffa’ si eleva anche a Firenze, dove i rappresentanti di ‘Noi scuola Firenze’ hanno manifestato davanti alla sede dell’USR. “Il governo ha imposto la tesi che l’unico concorso è quello per esami, in contrapposizione alle graduatorie” hanno spiegato, “che non garantirebbero la selezione meritocratica. La verità è che la Costituzione prevede, oltre al concorso per esami quello per titoli, ovvero le graduatorie di merito”. Si è anche ricordato che per il 17 maggio è attesa la sentenza sulla stabilizzazione dei precari della scuola. “Si vuole invece indire il concorso, presumibilmente entro la fine di aprile, per anticipare tale sentenza. In questo modo i posti saranno assegnati tramite il concorso e non ne resteranno per la stabilizzazione dei precari”. Valerio Cai di Noi scuola Firenze commenta pure le commissioni: “Definiamo questo concorso una truffa anche perché le commissioni giudicatrici sono istituite con criteri inaffidabili e ogni rappresentante sarà ricompensato con un euro lordo l’ora. Questa cifra irrisoria rende fondato il sospetto che le motivazioni che spingeranno i docenti a proporsi saranno certamente più clientelari che meritocratiche. In questo modo non passeranno i migliori ma chi deve passare”.

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