Quante volte è successo tra gli insegnanti di essere nominati responsabili di un laboratorio o di un’aula solo sulla carta? Spesso. A sostenerlo sono gli insegnanti, i quali si sentono chiamati in causa a svolgere incarichi di responsabilità, senza per questo potersi rifiutare. Spesso tali mansioni si riducono solo a mera burocrazia ma in altri casi, invece le responsabilità potrebbero rivelarsi troppo importanti e pericolosi. Gli stessi potrebbero vedersi coinvolti personalmente, in caso di nefaste disgrazie, e rispondere alle domande incalzanti di un Giudice. La casistica incriminata riguarda maggiormente i docenti responsabili della sicurezza degli edifici scolastici.

I prof responsabili della sicurezza potranno decidere di chiudere le scuole se sussistono i presupposti

Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha stabilito, infatti, che se i docenti responsabili della sicurezza si dovessero accorgere di gravi situazioni relative alla sicurezza dei locali o dell’intero edificio scolastico, tali da determinare un elevato rischio per l’incolumità della popolazione scolastica, essi avranno la possibilità, non solo di segnalare tali rischi, ma potrebbero anche decidere la chiusura immediata dell’edificio. Chiaramente, alla base del problema ci sono le competenze dei singoli insegnanti nominati responsabili. Infatti, quando si sceglie il docente da nominare come esperto della sicurezza, il Dirigente Scolastico dovrebbe selezionare lo stesso in funzione delle sue competenze. Se parliamo di sicurezza sarà chiaro che il docente nominato dovrà, per questo, essere competente e capace di riconoscere i vizi in corso che riguardano il tema in oggetto. Ma siamo sicuri che questo avviene sempre?
E se mancasse il certificato di agibilità della struttura scolastica? Siamo sicuri, invece, che questo è un aspetto presente in molte scuole italiane e la sicurezza degli edifici scolastici dovrebbe essere affrontato con meno superficialità da parte del governo e del Miur. Invece, ancora sentiamo parlare di tagli proprio durante i lavori in corso per le ristrutturazioni di molte scuole relativamente al loro aspetto fisico. E per quanto concerne l’aspetto statico? Molti istituti non sono in regola con il loro Certificato di Agibilità. Intanto, come se nulla fosse, gli alunni e i professori frequentano ugualmente i propri e rispettivi luoghi di lavoro.
La Corte di Cassazione, a proposito di questo tema, di recente si è pronunciata sostenendo che: ‘le scuole che non offrono un adeguato livello di sicurezza per l’incolumità degli allievi e del personale devono essere chiuse’. E, secondo la stessa, gli insegnanti responsabili della sicurezza dovrebbero ordinare la chiusura, in quanto «non possono rimanere inerti di fronte a criticità foriere di pericoli». I prof sono tenuti a fare delle ricognizioni preventive dello stato di salute della struttura, ispezionando qualsiasi locale (“compresi solai e locali tecnici”)». La sentenza in questione si riferisce ai tristi fatti riguardanti il crollo della struttura scolastica del liceo Darwin di Rivoli (To). In quel caso, dice la sentenza, gli insegnanti responsabili della sicurezza, non avevano ispezionato il vano tecnico, il quale poteva essere considerato una vera e propria «bomba a orologeria» sulla testa degli studenti.
Dopo questa sentenza, ci chiediamo: chi sarà tanto audace e coraggioso per accettare, senza batter ciglio, l’incarico di docente responsabile della sicurezza della propria scuola?

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La legge non ammette ignoranza…

Quello che fa discutere di più è un’altra affermazione presente all’interno del testo della sentenza, che fa preoccupare ancora di più i poveri insegnanti a proposito dei casi in cui si è nominati responsabili ma, di fatto non si posseggono le adeguate competenze. Più nel dettaglio, la sentenza precisa che ‘chi non dispone di un adeguato bagaglio tecnico ha tre strade da percorrere: «darsi da fare per acquisirlo, utilizzare le conoscenze di chi ne dispone o segnalare al datore di lavoro la propria incapacità». In nessun caso, chi riveste questa delicata posizione di garanzia «può addurre la propria ignoranza per escludere la responsabilità dell’evento dannoso». Insomma, la legge non ammette l’ignoranza.