Il Miur ha avviato un piano di assunzioni, comprensivo del concorso docenti 2016, che sta creando il caos. Secondo quanto riportato in un comunicato della FLC CGIL, il Miur procede senza avere una visione d’insieme e senza avere le competenze necessarie a garantire il personale, anche nella condizione di precario o di aspirante al concorso a cattedre. Criticando il rifiuto del Ministero a conforntarsi prima con i sindacati, la FLC ricorda che questi avrebbero potuto aiutarlo a riflettere su come agire.
“Come mai il Ministero non ha previsto che i variegati interessi degli aspiranti al concorso non avrebbero determinato un conflitto giudiziario? Come mai il Ministro non ha fatto esaminare al suo ufficio legislativo la congruità delle norme sull’accesso ai concorsi della scuola con quelle dei pubblici concorsi che prevedono una riserva di posti per chi ha 36 mesi di servizio?”

Assunzioni docenti: cosa pensare del modo di agire del Miur?

“I posti comuni e di sostegno affidati a supplenze annuali anche quest’anno sono stati circa 60 mila, numeri che sono necessari alle istituzioni scolastiche, per determinare il loro funzionamento, ma sono anche numeri che danno la portata del precariato della scuola, ancora fortemente presente nonostante le 86.000 assunzioni. Ignorare le aspettative dei precari abilitati, impegnati ogni anno nelle supplenze, significherebbe disperdere professionalità consolidate e poco spendibili in altri ambiti lavorativi.
Solo con un nuovo piano pluriennale di assunzioni, con il consolidamento dell’organico, con procedure per le abilitazioni e le specializzazioni di sostegno correttamente programmate, si può pensare di intervenire per sconfiggere la “supplentite”: non bastano gli annunci, ci vuole una reale volontà politica e le corrispondenti risorse. La Scuola veramente buona ha bisogno di organici certi a partire dal 1 settembre di ogni anno. Un concorso che parte in ritardo, con grane giudiziarie, non depone a favore di questo assunto. Allora è lecito chiedersi, ma la vera Buona scuola interessa ai nostri governanti?”
Viene chiesto un confronto coi sindacati su questo argomento.