Che fine ha fatto l’Ordinanza ministeriale sulla prossima Mobilità 2016/2017? Oramai è ufficiale: il Ministero della Funzione Pubblica, con a capo Marianna Madia, dice no alla bozza di contrattazione sulla mobilità firmata lo scorso 10 febbraio dalle principali sigle sindacali e dalla delegazione del Miur. Tutto bloccato e il calendario slitta di giorno in giorno. La motivazione è unica nel suo genere: secondo la Madia permangono molte perplessità rispetto all’impianto della Legge 107/2015 e quindi si richiede un nuovo incontro tra le parti per risolvere una situazione particolare che si è venuta a creare in questi primi giorni di primavera.
I tempi sono slittati e si sta cercando il modo migliore per riprogrammare il calendario delle scadenze istituzionali. Intanto, qualcuno è seriamente preoccupato per il procrastinarsi delle procedure di mobilità perché, come conseguenza, comprometterebbero le future assunzioni del nuovo personale assunto dal prossimo Concorso a cattedra 2016, originariamente pensato per il primo settembre. Una tragicomica a tutti gli effetti, quella che si sta consumando in queste ore e a farne le spese con la lenta burocrazia saranno, come sempre, gli stessi lavoratori della scuola pubblica.

Il motivo di questo ritardo sulla Mobilità? Il Ministero della Funzione Pubblica non vuole deroghe alla 107/2015

Intanto, saltano fuori alcune notizie più precise circa le assordanti perplessità dei vari Dicasteri coinvolti in queste ore nella clamorosa vicenda sulla mobilità. In pratica, le questioni di pregiudizio riguardano le deroghe contenute nel precedente accordo. La Legge 107/2015, secondo qualcuno, non può subire eccessive modifiche rispetto all’impianto preciso per cui è stata concepita dal governo Renzi. Il primo motivo riguarda la contestatissima ‘chiama diretta‘ e la proroga di un anno anche per quanto riguarda la mobilità su scuola e non su ambito, così come stabilito nella ‘bozza di accordo‘ di febbraio 2016.
La tanto attesa Ordinanza ministeriale sulla mobilità 2016/2017 non sarà emanata se prima non si ridiscute il tanto chiacchierato accordo del 10 febbraio tra lo stesso Ministero di Viale Trastevere e i Sindacati. Intanto, i ben pensanti ritengono impossibile rispettare i tempi e le modalità per assumere, dal primo settembre, i futuri docenti vincitori del prossimo Concorso. Le assunzioni, se ci saranno, dovranno necessariamente essere spostate dopo l’inizio del prossimo anno scolastico.

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