Tira proprio una brutta aria a casa di Matteo Renzi. Il Presidente del Consiglio è alle prese con le sue ultime beghe interne sia sul versante del Governo che su quello del PD. A guardare il primo versante le cose non vanno assolutamente bene, infatti, per la prima volta in assoluto lo scandalo della sua ex ministra Federica Guidi ha rappresentato una vera novità (da due anni a questa parte) perché ha inficiato la sua personale immagine di ‘rottamatore‘ della vecchia politica, quella, per intenderci, degli scheletri nell’armadio. A dirla tutta, da questa triste vicenda il premier è uscito proprio malconcio e ancora ci vorrà del tempo prima di riprendersi del tutto.
Per quanto riguarda il secondo versante, quello relativo alla sua carica di Segretario del Partito Democratico, le cose non vanno di certo meglio. Ieri, Gianni Cuperlo non si è tirato indietro e ha dichiarato tutto quello che pensava sul Partito e sul suo Segretario. Ma in tutti e due i casi le reazioni di Matteo Renzi sono state perfettamente coerenti con il suo modo di fare: arroganza e prepotenza allo stato puro (a detta di Cuperlo). Quando Matteo si sente attaccato inizia subito a sbottare e ad attaccare tutti, anche a costo di uscire fuori dal suo cappello magico una ricetta sempre riuscita: il buono e sano vittimismo, senza sale e senza pepe. Insomma, il solito politico perfetto, quello che inizia a giustificare le sue scelte ribadendo con efficacia e coraggio la sua volontà di cambiare questa Italia, troppo stagnante e incapace di ripartire. Intanto, si dimentica di spiegare se fosse a conoscenza che la sua ex Ministra Guidi aveva un compagno targato Tamoil. Addirittura, qualcuno del governo e dello stesso PD si è permesso di dire anche che non sapeva del famoso ‘toy boy’ della Guidi, definendolo appunto ‘fidanzato’, quando invece i due avevano ed hanno, da tempo, anche un figlio. Insomma, tutti santi, casti e puri, dopo che qualcuno, grazie alla magistratura potentina, è stato scoperto imbrattato di marmellata dalla testa ai piedi.

I buoni propositi di Matteo Renzi

Eppure, ieri il premier, nel suo accalorato intervento, dichiara: «Noi non siamo come gli altri. Se qualcuno ruba si proceda e si metta in galera».
E ancora, sottolinea la sua linea contro il tanto criticato malaffare che ha, per la prima volta, ‘infettato’, purtroppo, anche il suo governo in maniera diretta e non come per il caso del papà della Boschi. Lo stesso continua: «Noi non siamo uguali agli altri: sia stampato in testa a chiunque abbia dubbi». Conclude poi alzando la testa e rivendicando la bontà e il buon senso delle sue scelte, scaricando sul suo operato ogni responsabilità politica per la volontà di risollevare le sorti degli impianti petroliferi in Basilicata, dichiarando: «Se è reato sbloccare le opere, io sono quello che sta commettendo un reato». Un vero e proprio eroe d’altri tempi, il quale tenta di salvare la faccia del suo Governo scaricando su di lui tutte le colpe degli altri.

Aria di scissione tra la minoranza Dem e il Segretario del PD

La scena però la conquista Gianni Cuperlo con le sue affermazioni pacate e piene di verità. Il dissidente renziano, infatti, critica il Premier fiorentino soffermandosi sulla trasformazione di quel Partito che è stato conquistato a colpi di svolte “neocentriste” e che ha provocato in pochi mesi l’emorragia di gran parte degli uomini di sinistra del PD. Lo stesso Cuperlo, che prima aveva sempre scongiurato una drastica scissione, adesso, non la esclude ed è pronto a rivedere tutte le sue precedenti dichiarazioni. A tal proposito, conclude il suo intervento: «Sento il peso di stare in questo partito». Sono scricchiolii o si preannuncia una vera e propria drastica rottura? Staremo a vedere nei prossimi giorni i futuri sviluppi.