Mobilità 2016/17
Mobilità 2016/17

La storia infinita della mobilità 2016/17 sta per concludersi: i sindacati hanno già emesso il comunicati che informano del fatto che la firma c’è stata e che il contratto è rimasto il medesimo di quello firmato il 10 febbraio da Miur e OOSS. Cambia naturalmente la tempistica, che sarà più stretta. Di seguito il comunicato pubblicato salla UIL scuola.

Comunicato UIL sulla mobilità 2016/17

“Una mobilità straordinaria quella che riguarderà 200 mila persone quest’anno – sottolinea Pino Turi, segretario generale della Uil Scuola, dopo il via libera definitivo del contratto che ha ottenuto tutte le autorizzazioni di legge. Con l’accordo abbiamo  impedito che migliaia di docenti finissero indistintamente negli ambiti territoriali.
Ora la sequenza contrattuale dovrà dare risposte anche a tutti coloro che, a causa delle previsioni della legge 107, si troveranno ad operare negli ambiti.
Abbiamo garantito la titolarità di scuola, nei trasferimenti provinciali, in  quelli  interprovinciali, nelle scuole del primo ambito,  ai docenti soprannumerari, agli insegnanti sostegno della secondaria.
Un risultato affatto scontato – continua il segretario della Uil scuola –  di quest’accordo ne parla male solo chi non lo ha firmato e non può assumersi nessuna paternità. La contrattazione paga – aggiunge – è la strada da seguire per risolvere i problemi concreti delle persone.  Con il negoziato e con proposte serie siamo riusciti a superare gli steccati ideologici che erano stati eretti attorno a questo contratto.
Bisogna valutare il merito delle questioni – ribadisce Turi –  lo abbiamo fatto per la mobilità, lo faremo nella sequenza contrattuale per definire regole e criteri oggettivi per il passaggio dagli ambiti alle scuole e per il bonus.  Anche al referendum sulla legge 107 parteciperemo come cittadini, votando proprio in base al contenuto dei singoli quesiti. Con la scelta del confronto abbiamo dimostrato, ancora una volta, che la via della contrattazione ha effetti positivi sui diritti delle persone più di quanto possano avere tante iniziative intraprese per via giudiziale.
Dobbiamo purtroppo registrare il permanere di sistemi burocratici inadeguati  rispetto ai problemi complessi da gestire: 11 giorni sono troppo pochi  per presentare la domanda (dall’11 al 22 aprile, fase A). Un tempo incongruo rispetto al minimo di tre settimane che avevamo preventivato e concordato con il  ministero. Saremo a  fianco delle persone in questo operazione così delicata.”
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