Nei giorni scorsi, come si sa, una nota del Miur ha dettato le regole e i principi su come assegnare i bonus in denaro agli insegnanti più meritevoli. Più nel dettaglio, il documento raccomandava ai componenti dei Comitati di valutazione di attenersi a due principi fondamentali, in particolare: il divieto di distribuire i bonus economici a pioggia e, allo stesso modo, la possibilità di ampliare la distribuzione, senza eccedere, al numero più ampio possibile di insegnanti. La nota non ha stabilito, insomma, un numero preciso di destinatari ma, di fatto, ha dettato un ‘range’ oltre il quale non si potrà proprio eccepire.

Comitato nel caos sulla scelta giusta: la quantità o la qualità?

A sottolineare tutte le criticità emerse e che, fra qualche settimana, spunteranno fuori come piccoli funghi è stata la Gilda Insegnanti, attraverso il suo coordinatore, Rino Di Meglio, il quale critica ampiamente alcune scelte del Ministero a proposito della compilazione delle tre schede di rilevazione sulla composizione finale dei comitati, la scelta dei criteri di valorizzazione dei docenti e le modalità di distribuzione del bonus. Per Di Meglio questo lavoro comporterà solo l’ennesima incombenza burocratica che graverà, come al solito, sulle scuole e sui suoi lavoratori. A tal proposito afferma: «in alcune scuole qualche dirigente si appresterebbe a erogare il bonus senza rispettare i criteri deliberati dal Comitato di valutazione e sembra che si stia diffondendo a macchia d’olio l’intenzione di distribuirlo in base a criteri quantitativi invece che qualitativi, cioè premiando semplicemente coloro che trascorrono più ore a scuola perché impegnati in commissioni o nello staff del dirigente».

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Rino Di Meglio: auspico al più presto che la Magistratura faccia molta chiarezza

Il coordinatore Rino Di Meglio prosegue con le sue perplessità e dichiara che ci sono alcune cose che non quadrano a proposito di come si assegneranno, tra qualche settimana, i famosi bonus. Infatti, il budget accreditato a tutte le scuole e destinato, sulla carta, ai fatidici benefit dei docenti più meritevoli, sarà un espediente per pagare il duro lavoro dei docenti che fanno parte, da anni, del famoso staff del Dirigente Scolastico, tralasciando, per questo, il vero lavoro meritevole che molti insegnanti della scuola pubblica svolgono tre le mura delle aule e tra i banchi di scuola, dedicando, per questo, molto tempo con i propri alunni, nel massimo anonimato e nel più assordante silenzio. Insomma, per Di Meglio si tenterà di premiare la ‘quantità di lavoro’ al posto della ‘qualità’. Il tutto scavalcando, persino, il potere contrattuale e negoziale delle RSU con il DS a proposito di FIS. Infine, il coordinatore Di Meglio, conclude la sua accalorata denuncia a tutto questo strano modo sbagliato di premiare il merito, con l’auspicio che al più presto, la magistratura, farà chiarezza rispetto al caos che imperversa, in questi giorni frenetici, la quasi totalità delle istituzioni scolastiche italiane.