L’astensione dal voto in Italia oggi è il partito di maggioranza assoluta. Dal 6,6% del 1976, anno in cui Berlinguer pose per primo la questione morale con la denuncia della corruzione dei partiti politici che trovò il suo apice con “Mani Pulite”, si è arrivati a punte del 36%. Gli ultimi sondaggi sulle intenzioni di voto degli italiani danno PD e M5S testa a testa intorno al 30%. C’è dunque una larghissima parte della popolazione italiana che ha deciso di astenersi dal voto, che per protesta si rifiuta categoricamente di andare a votare. Sono elettori che credono che astenendosi cambi lo status quo. Si tratta indubbiamente di una reazione di pancia, quella di schierarsi col partito dell’astensione, volta a punire la politica. Questo almeno è quello che credono gli italiani che si rifiutano di recarsi in cabina elettorale a votare. A queste elettori diciamo che non è così e che invece di disertare le urne e ascoltare l’istinto, diciamo che la forza della ragione deve prevalere sull’emotività della rabbia e dell’orgoglio.

Non votare significa confermare questo governo

Decidere di non votare significa scegliere di fare un danno a se stessi. Non esercitare il diritto di voto significa continuare a dare il permesso a questa gente di affossare i diritti già gravemente compromessi da quei politici che sfruttano la superficialità degli elettori per continuare a fare solo i propri interessi. Se veramente si vuole punire l’operato di questa classe politica bisogna andare invece a votare e il perché lo spiegheremo subito. La percentuale di voto dell’astensionismo va a vantaggio del premio di maggioranza che risulta appannaggio del PD. Se veramente li si vuole punire duramente bisogna andare ad esercitare il diritto di voto, avendo cura di operare una piccola modifica al proprio comportamento davanti al seggio.

Verbalizzare il rifiuto

Ci si può avvalere di un particolare articolo di legge contenuto nel Testo Unico delle Leggi Elettorali (D.P.R. 30 marzo 1957, n 361 e successive modifiche TITOLO VII Disposizioni penali Art. 104. Comma 5) che permette di andare al Seggio, ottenere la registrazione rifiutando la scheda elettorale che il presidente di seggio consegna, dicendo di voler verbalizzare il il rifiuto e l’eventuale motivazione. Basta dire espressamente che questi politici non ci rappresentano. In questo modo la scheda non va al premio di maggioranza e si tolgono voti al PD.

Ricapitolando

Intanto diciamo che i membri del seggio non si possono rifiutare di verbalizzare il nostro rifiuto perché in caso c’è una sanzione pecuniaria per loro di € 4.000,00. In questo modo si eviterà che il vostro voto vada a qualcuno dei parassiti che vi rifiutate di eleggere. Se proprio non si vorrà scegliere un altro partito, almeno il vostro voto farà ugualmente cumulo alle presenze e soprattutto non rientrerà nel meccanismo del premio di maggioranza. E’ così che avremo punito i colpevoli.