La rivincita degli alunni volenti – Da molto tempo siamo abituati a raccontare le violenze subite dai piccoli alunni da parte di maestre manesche e dispotiche. Questa volta, invece, portiamo alla ribalta un caso estremo di violenza messa in atto da parte di un piccolo alunno nei confronti delle sue maestre. L’alunno in questione, di sei anni, da quanto si apprende dalle parole della preside dell’Istituto Parini-Rovigliano di Torre Annunziata, è turbato dalla sua infanzia difficile tra le strade e i quartieri della località campana e per questo manda in ospedale le sue maestre.

La vicenda: una piccola furia ha messo ko due maestre

Il piccolo alunno ha letteralmente mandato in Ospedale due sue maestre, la prima è ‘caduta’ sotto i calci e i pugni del furioso ragazzetto, la seconda, ha seguito la sua collega presso i locali sanitari solo dopo essere svenuta per il forte dolore, perché il piccolo studente le ha letteralmente strappato con forza i capelli.
L’irrequietezza e la rabbia messe in atto da questo portentoso discente sono state l’epilogo di una serie di atteggiamenti violenti mostrati anche in altre circostanze, persino, con i compagni di classe. Nonostante i continui richiami da parte della Dirigente Scolastica nei confronti dello studente, la madre di quest’ultimo, non riconosce nel figlio la violenza e l’atteggiamento aggressivo mostrato dai gravi fatti appena raccontati. La cosa paradossale sta nel fatto che gli altri episodi occorsi nei mesi precedenti erano stati segnalati dalla preside all’ASL ma nulla è seguito dopo tale comunicazione. A tal proposito, Mariantonietta Zeppetella Del Sesto, Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo dichiara: «Marco (nome puramente di fatansia, per tutelare il minore) è un bambino rabbioso e irrequieto, anche coi suoi piccoli compagni, ma sua madre non l’ammette. Per lei lasciarlo alle maestre è quasi una liberazione. Perciò Marco oggi è solo. Una volta a una sua amichetta ha infilato un coltellino nel naso. Ho scritto relazioni all’Asl, ho chiesto aiuto agli assistenti sociali, anche l’Ambito 30 ci ha abbandonati. Soltanto il 30 maggio, a scuola chiusa, ho ottenuto che il bambino sia visitato da un neuropsichiatra dell’Ambito Sociale. Nonostante in questi anni – continua la preside – la scuola si è dotata di attrezzature multimediali, di aule didattiche e laboratori artistici, teatrali e di progetti didattici pomeridiani, continuano ad esserci alunni con gravi disturbi di apprendimento come il piccolo Marco».

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Cosa è diventata la scuola italiana? Una nursery a costo zero

Noi ci chiediamo: ma la scuola, con i suoi principali attori (insegnanti, formatori, educatori e collaboratori), può realmente risolvere un problema sociale come quello presente in molte ‘periferie’ d’Italia? Crediamo proprio di no. La scuola non è la soluzione di tutti i mali. Le famiglie, inoltre, nonostante ogni anno leggano con superficialità il ‘patto di corresponsabilità’, a stento sanno quello che firmano e raramente sono presenti a scuola, salvo poi scagliarsi contro le maestre per qualche piccolo rimprovero nei confronti dei loro figli. La scuola, per molte famiglie è un parcheggio, una nursery, un deposito dove riporre i propri figli, così come si fa nei depositi dei bagagli delle stazioni. Il fatto che fa poi tanto discutere è quello che quasi mai, gli stessi genitori, riconoscono nei propri figli i vizi e i difetti, le mancanze e i cattivi comportamenti. Sono lì subito a difenderli, quasi come fossero gli avvocati del diavolo. Qualcuno, addirittura, appena l’insegnante propone loro un aiuto necessario per il proprio figlio, il rifiuto è netto ed immediato. La risposta è decisa e ficcante: «No, mio figlio non ha bisogno di nessun insegnante di sostegno. Non è malato!».

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Il rimedio giusto per gli alunni violenti: la Pet Therapy!

A questo punto, cosa si fa? Si comincia a pensare a tutte le strategie più assurde, e secondo la D.S. Zeppetella Del Sesto, una valida alternativa sarebbe proprio la ‘Pet Therapy‘. Ecco che questa è la soluzione giusta per fare fronte ai casi più difficili. Insomma, la scuola dell’infanzia a Torre Annunziata è divenuto uno zoo all’aperto. A questo proposito la preside dichiara: «Ieri, il Nucleo ‘Cives’ della Forestale ha portato qui da noi gli animali sottratti ai bracconieri. Avreste dovuto vederlo, Marco. Accarezzava conigli e tartarughe, era sereno. Penso che a Rovigliano molti bambini possano salvarsi, istituzionalizzando la pet therapy a scuola». Questi bambini quando impareranno le tabelline e studieranno l’italiano?

I piccoli studenti a scuola, di pomeriggio, praticano il karate e la boxe. Una circostanza molto strana….

Nel frattempo il dirigente scolastico parla anche dei progetti sportivi che si attuano a scuola nel pomeriggio e si scopre, con sorpresa, che sono già attivi alcuni corsi, guarda caso, di karate e boxe. Il costo sostenuto dai genitori è di cinque euro. Insomma, a dire il vero, non sappiamo se la scelta di attivare queste discipline sportive sia stata la cosa più giusta per i piccoli studenti, visto che mettere in pratica quello che si è appreso nel pomeriggio significa anche mandare in Ospedale due persone adulte che dovrebbero fare rispettare la disciplina in classe e a scuola.