Continua la campagna del Senatore del gruppo Ala, Vincenzo D’Anna, contro la scorta di protezione di Roberto Saviano, anzi, a quanto pare, il Senatore verdiniano trova ogni pretesto per ribadire tutte le sue opinioni contro lo scrittore partenopeo. Questa volta, come un fiume in piena, il fedelissimo senatore di Verdini ci dà dentro pesante. Durante il suo intervento alla trasmissione radiofonica ‘La Zanzara’ su Radio 24, ribadisce tutto quello che aveva detto con arroganza e spregiudicatezza ad ‘Un giorno da pecora’, rincarando la dose. Saviano si è arricchito con l’Antimafia, fino al punto di poter comprare casa in America.

Vincenzo D’anna: duro attacco a Saviano e alla Capacchione alla trasmissione ‘La Zanzara’

Le sue dichiarazioni colorite e altisonanti, dal sapore populista, sono tutte in difesa delle forze dell’ordine che ogni giorno svolgono un lavoro difficile, mettono a repentaglio la propria vita, percependo – secondo l’esponente del gruppo politico alleato di Matteo Renzi – un misero stipendio di 1.300 euro. Solo briciole, insomma, rispetto ai lauti guadagni milionari dello scrittore partenopeo.
Secondo D’Anna, infatti, tutto questo è paradossale se pensiamo che lo stesso Saviano, con le sue inchieste ‘farlocche’ contro la camorra, ha guadagnato tanti di quei soldi da potersi comprare persino una casa a Manhattan. Ritornando, poi, sulle esternazioni di qualche giorno fa, il senatore D’Anna, ribadisce quanto segue: «Non esiste un camorrista in Italia che vuole ammazzare Saviano. Se ne fregano altamente. I camorristi guardano al vantaggio, al guadagno fraudolento. Saviano non dà fastidio a nessuno. Mario Puzo, quando ha scritto il ‘Padrino‘ girava con la scorta? No. Quali pericoli sono venuti alla camorra dal libro di Saviano? Nessuno, tranne forse il pericolo dell’emulazione. Qual è la concreta minaccia?».

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Cruciani: ma perché toglierebbe la scorta a Saviano? Ma chi lo deve uccidere uno scrittore ‘farlocco’?

Il bravo Cruciani punzecchia il Senatore di Ala ponendogli una domanda che tutti si sono chiesti in questi giorni e cioè il motivo per cui, lo stesso, vorrebbe togliere la scorta al noto scrittore partenopeo. A questo punto il senatore D’Anna, senza farselo ripetere due volte, dichiara: «…C’è una recente sentenza del tribunale di Santa Maria Capua Vetere che ha accertato l’infondatezza delle minacce che erano alla base della scorta assegnata alla senatrice Capacchione e allo scrittore Saviano». E continua «Se quelle minacce erano false, la scorta non va più assegnata. Alfano ci deve spiegare quali altre minacce ci sono per tenere impegnati 8 carabinieri e 3 macchine di cui 2 blindate. La scorta costa 2-3 milioni di euro l’anno mentre abbiamo carabinieri che non possono mettere la benzina nelle auto e commissariati che non hanno internet». Infine, termina il suo ragionamento dicendo che esistono gli uomini impegnanti nelle scorte che fanno la lotta alla camorra con stipendi medi pari a 1200 euro al mese.

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Mai più alla Rai, io messo al rogo come ‘Giordano Bruno’

L’ultima parte del suo accalorato discorso lo rivolge all’azienda televisiva di Stato, la Rai, sostenendo che quest’ultima non dovrebbe più ospitarlo in quanto non riconosce nel merito e nella persona lo scrittore Roberto Saviano. Un attacco personale e professionale pesante e inaudito. Ribadisce di essere una persona perbene, forse anche più di Saviano e arroccandosi sul vittimismo politico e personale sostiene di essere stato posto sul rogo come Giordano Bruno.