Il concorso docenti è giunto alla conclusione delle prove scritte destinate alla scuola dell’infanzia e della primaria. Alla vigilia delle prove scritte ci scrivono ancora in tanti chiedendo consiglio circa l’opportunità di sostenerlo. In particolare proviamo a rispondere ad una collega cercando di dissipare tutti i dubbi. La collega in questione scrive che avendo fatto ricorso, ed essendo stata inserita con riserva nelle Gae, non sa se convenga andare a sostenere le prove. Inoltre, questa riserva è stata sciolta ma il dubbio principale, se non ci si presentasse in aula per il concorso, è quello del rischio depennamento. Peggio ancora, che questa rinuncia possa incidere su una futura convocazione.

Il diritto alla stipula di contratti a tempo determinato o indeterminato da Gae

Chiariamo subito intanto che da Gae possono essere stipulati contratti sia a tempo determinato che indeterminato. Basti ricordare che con ordinanza n. 1235/2016 il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso in ottemperanza per l’esecuzione di ordinanza cautelare che prevedeva l’inserimento in Gae con riserva di quasi 100 diplomati magistrali ante 2001/2002. Una esclusione da questa possibilità non ha fondamento legislativo conclude il CDS. Quindi la collega può stare tranquilla perché il suo diritto al doppio canale è già garantito dalla sentenza del giudice. Ricordiamo che, a differenza delle graduatorie di merito, la valenza delle Gae è su base regionale.

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Rischio depennamento

Quanto al rischio depennamento va chiarito che questo si limita solo alle graduatorie di merito in cui si confluisce dopo aver superato le prove. Non è da una rinuncia a presentarsi al concorso che esso ne deriva, ma da quello della chiamata del dirigente scolastico in caso si venga convocati da gm. (alias da ambiti come prescrive la 107). Le Gae sono graduatorie diverse e slegate da quelle di merito. Possono semmai convivere entrambe.

Che scelta conviene adottare

A questa domanda possiamo rispondere che occorre valutare se si è disposti a trasferirsi lontano dalla propria residenza, nel raggio diciamo di circa 200 km. La legge 107 prevede infatti l’inserimento nei cosiddetti ambiti regionali, in futuro ambiti interregionali. Ogni tre anni si sarà soggetti a riconferma o meno. Diverso è il caso di scorrimento in ruolo dal doppio canale delle Gae. La chiamata avviene sulla provincia di iscrizione che coincide con quella di residenza. Non si ottiene titolarità del posto, ma si resta comunque nell’ambito.