Anche il Premier è sotto le grinfie di Equitalia. Immediatamente scattano le risa di molti suoi detrattori che vedevano nel caro ex sindaco fiorentino il modello di uomo politico integerrimo senza nessuna macchia da sgrassare. Eppure questa volta si tratta di una semplice dimenticanza: una semplice multa non pagata solo per gli eccessivi impegni di lavoro di tre anni fa, quando si accingeva a diventare il numero uno del Partito Democratico e a Palazzo Chigi. Matteo Renzi condivide immediatamente la sua preoccupazione, giunta dall’Italia, con i giornalisti presenti: «Ho appena ricevuto un messaggio da mia moglie. Dice che mi è arrivata una cartella di Equitalia da pagare». Lui, in quelle ore, si trovava nel paese del sol levante dove si era appena concluso il G7.

Anche il Premier vessato da Equitalia. Una dimenticanza gli costa solo 2mila euro

A raccontare l’accaduto è stato l’Huffington Post. Da quanto riporta il noto quotidiano, il Presidente Renzi, stizzito, commenta l’accaduto all’intervistatore: «Devo pagare duemila euro! E sa perché? Mi sono perso una multa, dovevo pagarla ma l’ho smarrita. Mia moglie me l’aveva data da pagare, ma io l’ho persa e poi me ne sono dimenticato. Ora mi tocca tirar fuori duemila euro ad Equitalia per una contravvenzione di tre anni fa». A quanto pare la memoria del ‘fattaccio‘ ritorna subito in mente al nostro premier fiorentino e, continuando a raccontare la sua reazione a tutto questo, si intuisce subito la sua piena disponibilità a regolarizzare la sua morosità appena giunto in Italia.
Appena prima di salire in auto che lo stava per portare all’Aeroporto per il viaggio di ritorno in Italia, Matteo Renzi tenta una fievole giustificazione dei fatti accaduti circa tre anni fa, epoca a cui fa riferimento la multa in questione. Pensa subito a iniziare una squillante conferenza online su Facebook a proposito di Equitalia ma poi fa nettamente marcia indietro, dichiarando quanto segue: «…Erano i giorni dell’incarico con le riunioni, gli incontri al Quirinale! Mi è proprio passata di mente e non l’ho nemmeno più cercata…». Insomma, uno sfogo personale in piena regola, ma, tra la fretta per l’imminente viaggio e gli impegni istituzionali che lo attendevano nelle prossime ore, l’integerrimo Renzi continua nella sua sviscerale parlantina: «…dovrei spiegare perché occorre riformare Equitalia su Facebook proprio partendo da questa mia storia». Pausa di riflessione e: «No, meglio di no. Meglio non farlo, perché altrimenti sai che dicono

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Equitalia sarà riformata? Certamente…., ma si potrà pagare tutto con un sms

In ogni caso, Matteo Renzi, con la stessa ostinazione che ha dimostrato di avere in altre ‘rottamazioni’…. pardon, circostanze, ha ampiamente rassicurato i soliti gufi che porterà avanti la battaglia contro Equitalia, riformando quest’ultima in molti suoi aspetti terribili e ossessionanti nei confronti dei cittadini. Conclude poi con una frase che lascia tutti sorpresi: «Se avessi potuto pagare con un sms non me lo sarei dimenticato», ha sostenuto il premier salutando».

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