Valorizzazione docenti meritevoli
Valorizzazione docenti meritevoli

La questione sta venendo a galla in questi giorni, dopo la pubblicazione da parte di molte istituzioni scolastiche delle schede redatte dai Comitati di Valutazione, contenenti i criteri e gli indicatori relativi all’attribuzione dei punteggi da assegnare agli insegnanti meritevoli. Ricordiamo, tra l’altro, che molti Dirigenti Scolastici hanno predisposto un modello di auto dichiarazione ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica 445/2000 in cui si chiede a tutti i docenti la propria auto candidatura ai fini dell’attribuzione del famoso bonus per la valorizzazione del merito.
La tematica è stata ampiamente dibattuta, già a partire dalla sua approvazione nel luglio 2015, dalle maggiori sigle sindacali, le quali hanno da sempre sostenuto la contrarietà rispetto a questa novità introdotta nella ‘Buona Scuola’ di Renzi. Il problema maggiore riguarda alcuni criteri e indicatori individuati e predisposti dai docenti componenti i Comitati di Valutazione, necessari per determinare il punteggio totale e la relativa graduatoria finale di questo ennesimo bonus renziano.

Ore eccedenti e assenze per malattia, valorizzazione: due questioni che scottano.

Per ciò che attiene agli aspetti relativi al contributo che gli insegnanti hanno dato per il miglioramento delle Istituzioni Scolastiche, molti Comitati di Valutazione hanno predisposto delle dettagliate schede/griglie di auto valutazione con alcuni indicatori riguardanti la disponibilità da parte del docente per il buon funzionamento e andamento delle Scuole in cui insegnano.
Gli argomenti che stanno suscitando ampie polemiche sono due, in particolare:

  1. La sostituzione dei colleghi assenti con delle ore eccedenti le proprie 18 ore settimanali e a pagamento. Si ricorda, a tal proposito, che questo criterio preso in considerazione da parte di molti CdV contrasta ampiamente con quello che avviene già di fatto in molte scuole. Ricordiamo, in tal senso, che di consueto il docente che ha sostituito il collega assente, di fatto, percepisce già un compenso accessorio o aggiuntivo per la prestazione effettuata, elargito attraverso il fondo d’istituto. Si ritiene, pertanto, che concorrere alla sommatoria dei punteggi per l’attribuzione di un ulteriore compenso accessorio rispetto al proprio emolumento, sia proprio fuori da ogni logica legata al merito ottenuto con una doppia retribuzione.
  2. Un altro indicatore che ha fatto sollevare parecchie polemiche in questi giorni, a proposito di valorizzazione, è quello relativo alle assenze del personale docente. Secondo quanto ipotizzato dai Comitati, contenuti all’interno delle schede di attribuzione dei punteggi, si ritiene che le assenze a cui si fa cenno si riferiscono a quelle per malattia. A tal proposito, si ricorda che l’assenza per malattia è sancita dall’art 17/10 del CCNL 29/11/2007, oltre che ai sensi dell’art. 55-septies co. 2/4, del D. Lgs n. 161/2001, compreso il D. Lgs n. 150/2009 e dalle successive disposizioni, in relazione alle loro modalità e alle loro applicazioni. Risulta incomprensibile, quindi, come sia stato possibile prendere in considerazione questo criterio, danneggiando per due volte chi ha lavorato bene tutto l’anno ma che ha dovuto starsene a casa per cause di forza maggiore. A nostro modo di vedere, la mancata attribuzione di questo punteggio è del tutto discriminante per chi ha evidenziato problemi di salute durante l’anno ma che ha svolto bene e con professionalità il proprio lavoro. Inoltre, una mancata attribuzione di questo punteggio potrebbe determinare l’impossibilità al raggiungimento delle soglie della percentuale del personale docente a cui spetta il bonus in oggetto (35-40%).