separazione
separazione

L’angoscia dell’imminente separazione – Parla un insegnante deluso da un uomo solo al comando: «Sei anni, due mesi e dieci giorni dalla data del nostro matrimonio! Sentirsi ‘inerme’ difronte alle illogiche scelte di una compagine di Governo, non eletta dal popolo, la quale ha scelto di cambiare il destino di due persone che si vogliono bene e che hanno deciso, tanti anni fa, difronte a Dio, di passare insieme il resto della propria esistenza. Tutto quello che si è costruito in più di dieci anni di sacrifici sarà stato gettato nella pattumiera solo perché un algoritmo, di cui non si conosce ancora neanche il codice, ha deciso così (di separare le vite di due persone).
Ma il rammarico maggiore non è tanto questo, ma quello di non potere neanche accompagnare mia moglie all’Aeroporto internazionale di Catania perché impegnato, anche io, come commissario d’esame in un’altra scuola di provincia. La mia cara consorte parte per l’agognata immissione in ruolo. Lei si reca nelle Marche, in quel di Fabriano. E non è certo una passeggiata». Un’assurda vicenda si profila all’orizzonte, quella di tante coppie che si ‘sgretoleranno’ in mille pezzi per la superficialità e la cecità di un solo uomo al comando di tutto e di tutti.
Continua l’insegnante: «Lei, l’anno scorso, aveva differito la sua presa in servizio; era settembre del 2015, quando, quello che sembrava un paventato incubo si rivelava, improvvisamente, una gioia a tempo determinato. Era stata assunta come insegnante di sostegno fino al 30 giugno in una scuola vicino casa, dove aveva insegnato da sempre (almeno da 10 anni). Fortunatamente, aveva differito la sua presa di servizio nella scuola di titolarità assegnata dal cervellone del Miur. Ma nove mesi passano in fretta: tra le notti insonne davanti alla tastiera di un computer, un incontro di formazione in presenza, un’attività svolta con i ragazzi sui banchi di scuola, le relazioni interminabili da inserire sulla piattaforma INDIRE, e… subito è arrivato giugno. Insomma, questa è la storia di tanti docenti neo assunti attraverso la fase B della Legge 107/2015 che hanno lavorato bene e seriamente per tanto tempo nelle scuole di provincia ma che purtroppo dovranno andarsene con la colpa di avere accumulato tanto punteggio nelle GaE.
Il tempo è finito, bisogna partire. Le prime telefonate concitate presso il centralino della nuova scuola, le informazioni di rito, la ricerca spasmodica per prenotare un B&B (per un pernottamento imprecisato) e subito l’angoscia assale me e mia moglie. Il primo luglio dovrà prendere servizio a Fabriano. Un pallore che squarcia le pareti di casa nostra con la paura di essere costretti, fra breve, a non potere più stare insieme perché il dovere ci chiamerà».
La vicenda che vi abbiamo appena raccontato sembra una di quelle storie in bianco e nero, di cui spesso abbiamo sentito parlare; vicende che descrivevano le interminabili traversate oceaniche per recarsi in America o in Australia per trovare lavoro. Purtroppo, siamo nel 2016 e questo racconto ricalca per intero quei ricordi di un attuale e vivido presente.

Potrebbe interessarti:  Ministro Bussetti, una circolare inutile e dannosa

Un uomo solo al comando di tutto e di tutti: un colpo di spugna alla Famiglia

Quell’uomo non lo dimenticheremo più. L’atteggiamento da super man, la stravagante camminata, la sua espressione da sbruffone, la sua imbarazzante superficialità verso i problemi altrui ci fanno, quasi quasi, rimpiangere tutti i difetti caratteriali di un certo cavaliere, chiamato Berlusconi. Nel frattempo quell’uomo solo al comando di tutto e di tutti decide con indifferenza e con superficialità il destino di migliaia di persone; quell’uomo solo al comando di tutto e di tutti decide con arroganza di spostare una ‘marea’ di persone solo per fare quadrare i dati statistici del comparto scuola in Italia; quell’uomo solo al comando di tutto e di tutti, con prepotenza e sollecitudine, impone a chi ha retto le scuole per almeno un decennio di abbandonare tutto e tutti per andare a lavorare fuori dal proprio mondo, con la certezza e l’opportunità (al contrario) che rinunciare significa perdere tutti i diritti acquisiti negli anni precedenti. Purtroppo dobbiamo constatare che la meritocrazia è morta e che i diritti sono stati calpestati in nome dell’interesse di un uomo solo al comando della nostra bella Italia, dove la famiglia, quella con la ‘F’ maiuscola, non conta proprio un bel nulla.