Confindustria e i cattivi consigli

Confindustria si dice abbia ispirato la legge di riforma scolastica. A proposito di mistificazioni della realtà e terrorismo psicologico Confindustria concede il bis, non paga di ispirare le politiche del governo Renzi, alleandosi in questo nei catastrofici giudizi della varie agenzie di rating internazionale. I più attenti ricorderanno infatti le ipotesi di reato contestate a Standard and poor’s, Moody’s e Fitch di manipolazione dei mercati azionari attraverso giudizi falsati. La notizia era stata riportata da Repubblica, lo stesso quotidiano che riferisce della nuova uscita degli uomini di Viale dell’Astronomia 30, quattro anni orsono; esattamente il 20 agosto 2012. Il link originale è qui  . Oggi ci vengono a dire che se votiamo no al referendum di ottobre l’Italia cadrà in una pesantissima recessione.

Esagerazione interessata

Per non sbagliare a descrivere quanto riportato da Repubblica, rimettiamo qui esattamente lo stesso capoverso del quotidiano in merito alla posizione di cui sopra. “Se vince il no al referendum costituzionale di ottobre, l’Italia ripiomba in una nuova recessione e nel caos politico. Con il Pil già di 4 punti percentuali nel triennio 2017-2019, 600 mila posti di lavoro in meno e un crollo di venti punti degli investimenti. Uno scenario da incubo quello tratteggiato dal Centro studi di Confindustria….””…ritiene “inevitabile una nuova recessione” tra il 2017 e il 2019 con il no alla riforma Boschi. Il “caos politico” – spiega il capo economista del Centro studi, Luca Paolazzi.”. Chi non è un esperto di problemi economici o ha la sventura di non avere (o di avere, dipende dai punti di vista) una Laurea in Economia e Commercio, ne resterebbe totalmente atterrito. Questo è terrorismo psicologico che va respinto al mittente.

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Il rovescio della medaglia e i benefici di un Italiexit

La dimostrazione è quanto successo col Bail In di Banca Etruria. La chiave per sovvertire queste previsioni funeste è quella di cambiare le regole che prevedono che il costo del fallimento di una banca ricada sui risparmiatori. Già in tempi non sospetti, agli albori della globalizzazione, il prof. Giulio Tremonti aveva affermato in su saggio dal titolo Uscita di Sicurezza che è possibile contenere le spinte alla massimizzazione dei profitti provenienti da parte di organismi finanziari (hedge founds) e banche di grandi dimensioni impedendo loro di shortare (scommettere) sui Titoli di Stato, vera spada di Damocle sulle nostre teste. Ed è ancora tutto da dimostrare che riesumare la vecchia moneta in un ambito di doppia circolazione, scambi interni con la lira e scambi con l’estero in euro, possa indebolire la forza della moneta europea rispetto al dollaro. Conclusione: non date retta e andate a votare no per riprenderci la sovranità che vogliono derubarci.