L’ADIDA, nonostante il Miur getti ogni giorno acqua sul focolare acceso circa le critiche per un Concorso definito da qualcuno “truffa”, enuncia una lunga carrellata di irregolarità evidenziate durante le prove d’esame svoltesi nei mesi scorsi.
Secondo Valeria Bruccola, Coordinatrice Nazionale della nota Associazione dei Docenti Invisibili Da Abilitare, il concorso annovera troppi ricorsi giudiziari, i quali, quasi sicuramente, sono il risultato delle eccessive ed evidenti anomalie riscontrate durante tutto l’iter finora svolto. Le irregolarità di cui parla l’ADIDA riguardano la mancanza di oculatezza degli aspetti procedurali legati alla solita fretta dimostrata dalla macchina ministeriale per organizzare e gestire, bisogna ricordarlo, un concorso per docenti già abilitati all’insegnamento.

La lunga lista delle irregolarità del concorso secondo ADIDA

Gli errori e i vizi di forma, secondo l’ADIDA, vanno rintracciati, in maniera puntiforme, in alcuni aspetti di notevole importanza, in particolare: nella ritardata pubblicazione delle griglie di correzione delle prove; nella mancanza di trasparenza per la selezione dei componenti delle commissioni di vigilanza e di controllo (in alcuni casi con un vero e proprio ‘precetto’ dei docenti da parte dei loro Dirigenti Scolastici); nella mancanza di informazioni circa il funzionamento e le modalità di lavoro operative del software predisposto dal CINECA, idoneo allo svolgimento delle prove computer based; nella presunzione, da parte del Miur, di considerare delle vere e proprie ‘cavie’ i candidati che per primi hanno svolto le prove stesse, buttati letteralmente allo sbaraglio dentro le aule informatiche; nella presenza, all’interno delle medesime aule, di candidati non abilitati e sprovvisti, persino, di un regolare provvedimento cautelare; nelle irregolarità riscontrate a proposito delle sigle apposte dai candidati sui bordi di chiusura delle buste contenenti i documenti personali (queste sono state collocate solo su invito dei componenti della commissione di vigilanza); nel groviglio di incertezze a proposito dell’ordine alfabetico relativo all’attribuzione delle sedi d’esame per i candidati, i quali hanno dovuto spostarsi per centinaia di chilometri con le conseguenti difficoltà logistiche del caso; infine, nell’inadeguatezza dimostrata nella scelta delle strutture edilizie e dei laboratori informatici, in alcuni casi fatiscenti e inadeguati, predisposti a caso e senza nessun preventivo sopralluogo da parte del Miur o del CINECA.

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Ricorsi e bocciature: un deterrente ottimale per confermare un ‘de…merito’ tutto politico?

Questo, in breve, il lungo elenco delle incongruenze che faranno da sfondo a tutta una serie di ricorsi e contro ricorsi che non faranno bene, senz’altro, alla sua già cattiva nomea ‘truffaldina’. La ciliegina sulla torta, poi, è rappresentata anche dalle eccessive bocciature dei candidati in tutte le regioni italiane, troppe secondo gli esperti e mai viste in precedenza, le quali rendono ancora più discutibile un concorso ideato solo per giustificare l’ennesima operazione di maquillage dell’attuale classe politica, troppo impegnata a fare bella figura con l’opinione pubblica al fine di racimolare qualche voto in più, in vista delle prossime tornate referendarie ed elettorali.
(Fonte CERIP News – http://ceripnews.it/notizie.htm#i-node2150-amara-realtà)