Tutti i docenti, specie quelli della fase B e C della Legge 107/2015 sono attoniti e disorientati dalle notizie che si rincorrono in queste ore circa la loro prossima ‘chiamata diretta’ da parte dei Dirigenti Scolastici.

Solo ingiustizie e iniquità: il racconto dei docenti neo immessi in fase B, peggio dei prof epurati da Erdogan

Un anno fa gli stessi docenti hanno dovuto necessariamente accettare, per le scelte illogiche di un algoritmo, la sede di immissione in ruolo, senza ma e senza se, pena la permanenza triennale nelle GaE con un futuro incerto e con la probabile rinuncia definitiva a tutti i diritti precedentemente acquisiti. Insomma, con le spalle al muro e pronti per essere metaforicamente fucilati. Oggi, a distanza di un anno, iniziano, nuovamente, i soliti dubbi provocati da una Legge confusa, sconclusionata e scritta troppo frettolosamente. Rispetto a dodici mesi fa, inoltre, oggi, quasi a voler essere diabolici, si parla anche di chiamata diretta. Infatti, l’aggravante è quella di dover auto candidarsi per andare a ricoprire una cattedra di chissà quale Regione italiana. Secondo molti insegnanti, si sono superati tutti i limiti di sopportazione, equiparabili forse alle ‘epurazioni’ inflitte dal sultano Erdogan ai danni degli insegnanti turchi.
Una vera e propria ‘caccia alle streghe’ quella che la politica scolastica sta perpetrando ai danni dei professori italiani (tutti, neo immessi e quelli con più anzianità di servizio), come se qualcuno muovesse delle semplici pedine solo per il gusto di vedere perdere un avversario del tutto conosciuto, cioè i docenti.
Questo strano gioco al rialzo presenta un accanimento che ricorda tanto le torture del gatto quando è sicuro di aver afferrato il suo topolino. Ma stiamo forse giocando a Scacchi o a Monopoli? Oppure stiamo preparando la ‘caccia al tesoro‘, quella che si organizzava all’Oratorio? Questa, purtroppo, è la vita reale e giocare con la stessa, creando consapevolmente nocumento per chi la sta vivendo è davvero diabolico e sleale.

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1.000 euro per apporre una firma: chi li paga queste spese?

Non parliamo, poi, di quasi tutti i docenti neo assunti in Fase B che hanno differito la presa di servizio, i quali, al fine di recarsi nelle scuole di titolarità per firmare il proprio contratto, hanno dovuto sostenere delle spese sostanziose (qualcuno più di 1.000 euro), pur possedendo un punteggio maggiore rispetto ai colleghi assunti in Fase C che sono, viceversa, stati immessi in ruolo nei propri Ambiti Territoriali Provinciali, anche con pochissimo punteggio. Questa è un’enorme anomalia che non ha trovato ancora spiegazione, nonostante sia passato oltre un anno dall’approvazione a maggioranza della Legge 107/2015.

I Docenti: meglio la fine del mondo, una scelta meno dolorosa

Molti docenti, infine, sono esasperati, irritati e qualcuno, sentita una notizia che circola in questi giorni a proposito di una presunta ‘fine del mondo’ fissata per il 29 luglio 2016, si augura che questo giorno si avvicini al più presto.