Raccontare una storia è molto semplice, ma raccontare le storie di tante docenti escluse dalle Gae non è affatto semplice.
Io mi chiamo Giacoma, maestra Giacoma per i bambini che da 12 anni mi incontrano alla scuola primaria. Tutti gli anni mi ha portato avanti la speranza di poter ancora raccontare storie e lavorare con i miei ragazzi, per trasmettere i miei ideali e le mie competenze, e sono 12 anni che lotto per continuare a coltivare la mia passione e trasmetterla ai miei alunni. Tutto questo, per me, fino a l’altro ieri, non era affatto “scontato”. Io mi chiamo Erica, e sono 15 anni che sogno di poter essere chiamata “Maestra Erica” per tutta la vita. Un sogno rimasto “in attesa”, a causa delle infinite graduatorie per la mia classe di concorso. Anche risultare “idonee” nei concorsi è servito a poco: 36 mesi di servizio non fanno di noi vere maestre. Le lacrime dei piccoli alunni a fine anno, invece, dimostrano che passione e vocazione hanno ancora motivo di esistere, nonostante tutto e tutti. Ci siamo incontrate sul web, e passione e speranza hanno subito fatto riconoscere tra noi due anime affini. Sono due giorni che da Azione Scuola è arrivata la notizia dell’immissione in GaE dei Diplomati Magistrali ricorrenti contro il DM495/16, e solo oggi finalmente ritroviamo la lucidità necessaria per parlarne. Sì, perchè quel ricorso è anche il nostro, e in quei primi 500 ricorrenti di AS a vedersi riconoscere un diritto già acquisito, c’è anche un nome che a noi sta molto a cuore: il nostro! Abbiamo conosciuto Azione Scuola quasi per caso, attirate dalla costante presenza su Fb, ed in praticamente tutti i gruppi docenti, del suo Presidente, Bruno Ventura. Lui “è” Azione Scuola, non un semplice nome rappresentativo, ma il cuore e l’anima di un progetto pianificato e terribilmente concreto volto a tutelare gli insegnanti italiani contro tutto e tutto…anche contro se stessi! Giorno dopo giorno Azione Scuola ci ha mostrato presenza, competenza e anche astuzia, e ci ha permesso di essere tutelate da un avvocato di una professionalità disarmante, in grado di conquistarci per capacità ed umanità: Valentina Piraino. Fare ricorso con loro, prima, e metterci a disposizione per collaborare e aiutare i colleghi in questo percorso snervante ed entusiasmante, dopo, è stato naturale come respirare. E con la stessa naturalezza, solo 18 giorni dopo il deposito del ricorso, a sorpresa, è arrivata la sentenza di accoglimento del nostro inserimento cautelare in GAE. Sono stati attimi di delirio: le nostre famiglie intere, partner e figli, hanno abbandonato le loro attività per stringersi attorno a noi che ridevamo e piangevamo insieme, chiedendo mille volte conferma che la sentenza fosse vera e non un sogno. Dopo oltre dieci anni, avevamo in mano un luce in grado di guidarci verso una certezza: poter essere chiamate a tutti gli effetti e per sempre: “maestra”. C’è chi con queste poche righe pubblicate sul web vede aprirsi davanti la possibilità di realizzare la propria vocazione, un impiego che faccia svegliare ogni mattina con il sorriso sulla bocca e la voglia di varcare la soglia di quella classe, nel bene e nel male, mettendo in gioco tutta se stessa. C’è chi con queste righe vede a portata di mano la possibilità di pianificare la propria vita indipendentemente da stipendi pagati a “data da destinarsi”, convocazioni impreviste per telefono che, stravolgono le giornate, e mutui casa negati perchè non si ha un lavoro sicuro…anche se nel frattempo ha cresciuto più di una generazione di ragazzi. C’è chi, molto più prosaicamente, con quelle poche parole adesso ha la possibiltà di costruirsi un futuro a lungo rimandato. Appena il Presidente Bruno ci ha comunicato la notizia, sono partite le telefonate: tra noi, e con le nostre ricorrenti. Un’estasi di parole interrotte, singulti, gridolini, intervallato da “…ma ne sei certa? Non ci posso credere! Ma il mio nome lo hai letto?” che si rincorrevano all’infinito intasando le linee telefoniche. Quello che era un freddo atto giurisprudenziale è diventata una cometa che ci ha travolto tra scoppi di fuochi artificiali. E adesso? Ci chiedono le nostre ricorrenti. E adesso è tutto in salita. Aspettare il reale inserimento in quelle “maledette” graduatorie tanto sospirate, sperando che i nostri uffici provinciali adempiano all’atto del giudice senza creare problemi, la chiamata per la presa di servizio nella nostra provincia, l’inizio di un nuovo anno scolastico che per alcune, quelle con maggiore esperienza di lavoro, coinciderà già con il coronamento del sogno: il ruolo. Nel frattempo, il nostro avvocato continuerà a seguire la nostra causa, lavorando perchè il TAR confermi nel “merito” il nostro inserimento. Per noi, oggi, è tempo di lasciarci invadere dalla gioia e dalla gratitudine. Il sogno è a portata di mano.
Grazie Azione Scuola, grazie Bruno. Grazie Valentina.
Erica Talamonti, referente Abruzzo-Marche
Giacoma Nicolori, referente Lombardia