Menifestazione docenti Gae a Catania
Menifestazione docenti Gae a Catania

“I docenti GaE respingono con forza l’erronea e fuorviante idea che chi non ha presentato domanda volontaria di assunzione non voglia lavorare o non voglia essere stabilizzato. Queste etichette risultano infondate e prive di alcun valore reale… Nessuno ha mai ascoltato le problematiche dei 45mila docenti rimasti in GaE, docenti che hanno mandato avanti, insieme con una parte dei colleghi che sono stati recentemente stabilizzati, la Scuola Pubblica Italiana per molti anni.

Le proposte dei docenti GaE

“Noi non siamo contrari a migliorare e aggiornare la scuola pubblica italiana per l’interesse della collettività, in primo luogo degli alunni, per questo abbiamo elaborato 8 proposte, che oggi presentiamo in questa manifestazione, insieme a possibili emendamenti alla Legge 107/15”,
Le proposte dei docenti GaE sono:
1) di elaborare una rimodulazione dell’organico complessivo passando una quota considerevole delle cattedre attualmente in organico a cattedre in organico di diritto. Molte di queste cattedre, infatti, sono stabili da diversi anni e potranno essere evolute a cattedre in organico di diritto, quindi utilizzabili per le immissioni in ruolo;
2) di elaborare un piano assunzionale su base provinciale, che punta ad assorbire i docenti rimasti in GaE, fissando una quota dell’50% dei posti riservati al ruolo e la rimanente parte riservata alla mobilità 2017/18, fermo restando il vincolo triennale e che non vi siano ulteriori deroghe alla legge, come le assegnazioni provvisorie. Il piano dovrà prevedere l’assunzione in quote paritetiche 50% da GaE e 50% da concorso 2016, fino ad esaurimento delle GaE, come specificato nel Testo Unico e nel comma 109 lettera c della Legge 107. Al fine di smaltire le graduatorie con molti docenti, potrà essere possibile consentire ai docenti delle GaE di essere inseriti in coda anche in una seconda provincia limitrofa, limitatamente all’obiettivo di poter partecipare al piano di immissioni in ruolo;
3) di elaborare un piano di adeguamento, limitatamente all’organico su cattedre di sostegno, per una quota non inferiore al 50% delle cattedre che ogni anno vengono istituite in deroga al fine di stabilizzare il servizio sul sostegno e garantire la continuità didattica, diritto imprescindibile dell’alunno in situazione di handicap (si veda la sentenza della Corte Costituzionale n.80 del 22.2.2010);
4) di estendere il tempo pieno a tutte le scuole d’Italia, relativamente alla scuola primaria e infanzia, con le stesse modalità in ogni istituto, senza distinzione per aree geografiche (nord, centro, sud e isole);
5) di ripristinare la quantità delle ore soppresse negli istituti tecnici e professionali, così come stabilito nelle sentenze del TAR del Lazio (sentenze 3527/2013, 6438/15, 3019/16), risanando una situazione che ha generato l’esubero di molti docenti e la loro mancata assunzione, specialmente di molti docenti iscritti in GaE;
6) di introdurre del personale titolare nell’istituzione scolastica con il compito di sostenere la migliore organizzazione e funzionalità dei laboratori a fini didattici e il loro adeguamento in relazione alle esigenze poste dall’innovazione tecnologica, nonché per la sicurezza delle persone e dell’ambiente in ogni scuola, così come avviene da tempo sia negli Istituti Tecnici e Professionali, dove esiste un ufficio tecnico che dovrebbe esserci in tutte le scuole;
7) di rispettare meritocrazia e trasparenza, pubblicando gli algoritmi utilizzati  sia nel “Piano straordinario di assunzioni”  sia nella mobilità straordinaria;
8) di attuare un piano di pensionamento per il personale scolastico che abbia 40 anni di servizio o con la quota 100 (età+servizio), superando i vincoli della legge Fornero.
Il Governo viene contestato nel merito:
1) per l’applicazione della legge che è stata stravolta e inficiata anche dallo scorretto e illegittimo uso del personale neo-immesso sul potenziamento che invece viene utilizzato per le cattedre (questo ingente danno purtroppo ancora non risulta del tutto calcolabile);
2) perché il bonus premiale produce divisioni all’interno della categoria, occorre introdurre nuovi parametri per retribuire funzioni accessorie e non comprese nel contratto;
3) perché l’aumento degli organici, come ribadito più volte, dalla senatrice Puglisi, non ha alcun consequenzialità con il rispetto delle regole precedenti ovvero quelle stabilite dalla legge che introduceva le GAE, disattendendo palesemente i diritti di tutti gli iscritti in tali graduatorie;
4) perché l’introduzione della chiamata diretta da parte del dirigente scolastico risulta incostituzionale, poiché lede palesemente la libertà di insegnamento;
5) perché il piano assunzionale attuato dalla legge 107/15 risulta illogico e controproducente, sia per la scuola che per il docente, e persino per chi fruisce del servizio, ovvero lo studente;
6) perché non ha mantenuto gli impegni presi con il programma illustrato quando si è presentato alle elezioni per il rinnovo del Parlamento italiano che è stato votato dagli italiani e che ha dato la possibilità di governare.
COMITATO NAZIONALE DOCENTI ISCRITTI IN GAE

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