Nuovi sviluppi sul caso dell’aggressione subita dal giornalista di Striscia la Notizia, Luca Abete, venerdì scorso, ad Avellino, in occasione della visita del ministro dell’Istruzione Stefania Giannini. Come ricorderete, il giornalista del TG satirico di Canale 5 era stato maltrattato dalle forze dell’ordine. In particolare il video in cui si sentono molto chiaramente le parole pronunciate da Elio Iannuzzi, capo delle Volanti della questura di Avellino, ha destato sgomento.

Ultime news scuola, giovedì 20 ottobre: Iannuzzi chiede scusa a Luca Abete

A questo proposito, l’uomo ha rilasciato un’intervista pubblicata sul quotidiano ‘Il Mattino’ di Napoli all’interno della quale chiede scusa al giornalista Mediaset.
‘Ammetto di avere sbagliato. Sono un servitore dello Stato e un uomo: chiedo pubblicamente scusa a Luca Abete – ha dichiarato Iannuzzi, mostrandosi visibilmente commosso. ‘Mi assumo le mie responsabilità consapevole delle sanzioni che seguiranno a quanto accaduto. Non desidero che le mie scuse possano essere interpretate come un tentativo di giustificazione: in questo momento sento il bisogno di esprimere il mio dispiacere a Luca Abete, per le parole che, in un momento di particolare concitazione, ho pronunciato’.

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Scuola, aggressione di Luca Abete in occasione della visita del ministro Giannini: ‘Dire che sono pentito è troppo poco’

Ricordiamo, a questo proposito, che Iannuzzi aveva chiamato ‘pagliaccio’ l’inviato Mediaset, aggiungendo: ‘Se te le hanno date, vuol dire che te le sei meritate‘.
‘Il giornalista aveva già avvicinato e intervistato il ministro, le fasi in cui c’è stato il mio errore sono quelle più convulse e delicate quando la personalità stava ripartendo. In più, nel suo ultimo tentativo di raggiungere il ministro, Luca Abete ha colpito e travolto una mia collega che peraltro aveva proprio le mani in alto’.
In riferimento a quella frase sui disabili, al fatto di aver dato del ‘mongoloide’ a Luca Abete, Iannuzzi risponde così: ‘Ho ripensato a quante volte io ed i miei colleghi li abbiamo incontrati e sostenuti e conosco anche i sacrifici dei loro familiari. Dire che sono pentito è troppo poco. So che sono stati ingiustamente colpiti dalle mie parole. Da poliziotto e da uomo, chiedo scusa, sono pronto ad accettare una punizione per il mio comportamento e mi auguro solo di avere un’occasione per riscattarmi’.