Mario Pittoni

Mario Pittoni si esprime sulla questione dei fondi per l’università per i quali si verifica una battuta d’arresto almeno per il 2016. Dito puntato contro il ministro Stefania Giannini che annuncia l’incremento di premialità e costi standard “come prevede la nostra riforma del 2010 per favorire le realtà virtuose ma l’operazione “salta” di fatto il 2016. L’ennesima promessa del Governo fa infatti riferimento a 2017 e 2018”.

L’appoggio della Crui

“La Conferenza dei rettori (Crui) – spiega Pittoni – negli ultimi anni ha sostenuto con convinzione il nostro progetto di un sistema di finanziamento che “progressivamente abbandonasse la spesa storica a favore di criteri basati sulla premialità e sul costo standard per favorire una sempre maggiore efficienza ed efficacia dell’investimento pubblico nell’istruzione universitaria”. Anche nel 2015, grazie ai meccanismi attivati con la nostra riforma, sono cresciute sia la quota premiale del Fondo di finanziamento ordinario (dal 18 al 20%) sia la percentuale della quota base assegnata in relazione al costo standard per studente, passata dal 20 al 25%, aggiungendo un altro tassello all’azione avviata nel 2010 per correggere l’assegnazione delle risorse, fino ad allora basata sulla spesa storica per cui chi più ha preso in passato più continuava a ricevere. Una volta a regime, l’intero Fondo di quasi 7 miliardi verrà distribuito con criteri per il 70% oggettivi (costi standard) e per il 30% premiali, come nei Paesi più avanzati.

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Finanziamenti bloccati per il 2016

Ora succede però che, in assenza di incrementi del finanziamento, la Crui ritiene “non attuabile una ulteriore e progressiva riduzione della quota storica senza mettere in discussione la sostenibilità finanziaria di molti atenei”. E la considerazione è entrata nel parere sul DM FFO 2016 espresso dalla Crui il 26 maggio scorso, con la richiesta ufficiale di “ridurre la quota del costo standard dal 30% (previsto quest’anno) al 28%”. Il “suggerimento” è stato prontamente accolto dal Governo, nonostante vada contro il principio dell’uguaglianza. E la “frenata” riguarda evidentemente anche la quota premiale, visto che – conclude Pittoni – dell’anno in corso proprio non si parla”.

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