sciopero docenti

Sciopero dei docenti precari di tutta Italia il prossimo 14 novembre con manifestazione davanti a Montecitorio. Nonostante l’appello possa sembrare rivolto esclusivamente ad una parte di questi docenti precari, lo sciopero è per tutti i docenti, specialmente per quelli residuali delle Gae che hanno assistito impotenti all’abominio costituito dalle assegnazioni provvisorie. E’ noto a tutti come il Tar stia condizionando l’avvio dell’anno scolastico con sentenze contrastanti tra loro. Accoglimenti e respingimenti di cautelari che spiazzano tutti e fanno irritare il ministro Giannini. La soluzione per risolvere il precariato è solo politica. Questa, come giustamente rileva Anief che mette a disposizione gratuitamente i propri pullman anche ai non soci, è quella che ci vuole.

Legge di stabilità deludente

Le risorse destinate alla stabilizzazione dei 25 mila docenti delle Gae, come reclamizzato dal governo, potrebbero rivelarsi solo fumo negli occhi. L’Europa chiede la correzione dei conti al governo e presto queste somme potrebbero sparire. Aldilà del fatto che il turn over da solo dovrebbe già provvedere alle giuste immissioni in ruolo da Gae, sono i numeri quelli che non tornano. Le stime in mano ai precari parlano di un contingente di 45 mila docenti (17 mila delle Gae infanzia) che aspettano il ruolo da oltre 20 anni. Il piano straordinario di assunzioni invocato dall’Anief include implicitamente di considerare la precedenza a chi si trova già nelle Gae da diversi anni.

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Rinunciare a 80 euro oggi per non rinunciare a somme maggiori

Anche noi di Azione Scuola abbiamo ricevuto decine di segnalazioni e di email contro l’ingiustizia di molti colleghi delle Gae che si sono visti scavalcati da chi ha proposto ricorso. Diventa difficile oramai sostenere la causa di qualcuno senza per questo dimenticare qualcun altro. In una di queste Federica ci ha scritto se esiste un ricorso contro questi ricorsi che stanno abbattendo e demoralizzando le superprecarie. Sono le docenti che hanno superato con fatica attraverso studi, ripetizioni, denaro, tempo i concorsi degli anni precedenti per ritrovarsi all’età di 42/52 anni ancora in attesa di un ruolo. Dello stesso tenore quella di Margherita che ci dice di aver superato con Merito il concorso del 2000 e che sono 16 anni che insegue una supplenza. Una risposta potrebbe essere intanto quella del titolo a questo paragrafo.

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Superare le divisioni interne

La categoria è stanca, stufa, presa in giro e avvelenata da anni di promesse disattese e da iniziative a tutela di quote parte di docenti a discapito di altre. Ma la lotta non si fa in questo modo. Il governo deve vedere davanti a se un unico muro invalicabile di docenti precari costituito dai 150 mila professori abilitati con merito e che abbiano svolto almeno 36 mesi di servizio senza quelle distinzioni che servono solo a spaccare e rendere sterile la protesta. Perciò, tutti a Roma il 14 novembre prossimo a reclamare il giusto piano di assunzioni per tutti.