Il Presidente Anief, Marcello Pacifico

Secondo il Presidente dell’Anief, Marcello Pacifico, se questo è stato l’anno orribile per molti neo assunti in ruolo già a partire dal 1° settembre 2015, il prossimo anno lo sarà per tutti (ma proprio tutti), anche per coloro che sono già di ruolo prima del 2014. Quello che si profila all’orizzonte è una vera e propria rivoluzione copernicana. Attenzione quindi, è il caso di dirlo, a chi sarà perdente posto o chiederà volontariamente il trasferimento dall’attuale sede di titolarità ad un’altra: ecco a voi la chiamata diretta! Infatti, quest’anno è andata bene a molti insegnanti già di ruolo a proposito dei loro spostamenti provinciali e interprovinciali (da scuola a scuola) ma dal prossimo anno questa modalità sarà un lontano ricordo del passato.

Il contenuto della nota del Presidente Anief: ‘Tutti a Roma il prossimo 14 novembre’

In una nota, pubblicata in queste ore, il Presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, Marcello Pacifico, ricorda a tutti gli insegnanti che le regole, a partire dal prossimo anno, cambieranno, e di molto, secondo quanto stabilito dalla Legge 107/2015. Pacifico dichiara: “vivremo uno scenario con 12 mesi di ritardo, perché scritto nella Buona Scuola e da cui ci si può sottrarre solo cambiando la scellerata legge 107. Serve una norma che ripristini il diritto del personale docente neoassunto o in mobilità a domanda o d’ufficio ad ottenere e mantenere la titolarità su scuola e non, come introdotto con la ‘Buona Scuola’, su ambito territoriale, che comporta spostamenti coatti anche a centinaia di chilometri e dopo 40 anni di onorato servizio. Con l’umiliazione finale di essere pure valutati dal Dirigente Scolastico, che magari non ha alcuna competenza nella disciplina d’insegnamento del docente da giudicare”.
Lo spettro delle tenebre, per tutto il popolo degli insegnanti, si avvicina sempre più; quello che sembrava qualcosa di inavvicinabile e riservato solo ai precari o ai docenti neo assunti sarà invece il prossimo ed imminente scenario che coinvolgerà tutti i lavoratori del mondo della scuola pubblica. La soluzione – secondo la convincente azione di Anief e di tutti gli altri sindacati a latere – sarebbe la cancellazione di qualsiasi forma di ‘chiamata diretta’ da parte dei Dirigenti Scolastici’ per i motivi noti a tutti. Il Presidente Anief, nello stesso comunicato, lo spiega a chiare lettere aggiungendo: “È pertanto necessario cancellare in fretta qualsiasi genere di chiamata diretta del personale docente, che oltre ad essere inadeguata e inapplicabile al pubblico impiego ha già evidenziato seri problemi di gestibilità in occasione dei trasferimenti e delle ultime immissioni in ruolo”.

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Chiamata diretta per tutti i docenti, precari e non: lo scenario futuro presto si concretizzerà

Le sensate affermazioni di Pacifico non hanno bisogno di spiegazioni o di commenti successivi; di fatto l’ampia casistica dei mesi passati e gli innumerevoli esempi concreti (già di per se) hanno dimostrato ampiamente le difficoltà a cui andrebbero in contro coloro i quali (involontariamente) vengano a trovarsi nelle sfortunate condizioni anzidette, perdendo di fatto la titolarità e subendo, per questo, l’atroce umiliazione della chiamata diretta. Ma che insensatezza, afferma Marcello Pacifico: “Per prendere possesso di una cattedra d’insegnamento, ogni docente ha superato già miriadi di esami universitari e abilitanti, oltre che di un concorso, pubblico o riservato. Gli anni di servizio gli hanno permesso poi di sviluppare competenze ed esperienza: decidere, ora, la sua destinazione in base alla valutazione soggettiva di quei titoli, oltre che di altri percorsi formativi, è foriero di iniquità e differenziazioni di trattamento”.
Ribadisce con tono cupo e solenne che qui si parla di buon senso: “Chi amministra la scuola lo deve capire. E agire di conseguenza. Prima che – conclude – i danni prodotti dalla chiamata diretta non siano più sanabili, se non attraverso l’intervento dei tribunali».

Siamo tutti precari: gli insegnanti sono nelle mani dei parlamentari e lo ribadiranno il prossimo 14 novembre

Concludendo il suo schietto e pragmatico comunicato, Pacifico dichiara: “Anief confida nella buona volontà dei parlamentari, nella possibilità che possano mettere mano a questa legge: per questo, il prossimo 14 novembre il giovane sindacato ha deciso di indire una giornata di sciopero nazionale e di scendere in piazza davanti a Montecitorio, dove giungeranno tanti docenti precari, gli idonei dei concorsi ancora non stabilizzati, i diplomati magistrale ante 2001/02, abilitati TFA, PAS, SFP, Estero. E pure il personale di ruolo che, proprio con la chiamata diretta, è diventato precario anch’esso”.