Bonus 500 euro per i docenti
Bonus 500 euro per i docenti

‘Quanta carne sul fuoco’, direbbe qualcuno. Quasi quasi il rischio è quello di un grosso ‘arrosto‘ e di tanto fumo. Secondo molti, infatti, dalla mente geniale di Matteo Renzi fuoriescono troppi benefit e oramai la paura sembra quella di rimanere indietro rispetto all’ultimo annuncio uscito sulle prime pagine delle agenzie di stampa italiane, proprio l’altro ieri. Questa volta vogliamo parlare dell’ultima proposta shock tirata fuori magistralmente dal suo cappello magico a proposito del bonus di 500 euro dedicato ai professori. Come sappiamo anche quest’anno la card docenti sarà concessa ai docenti per lo stesso scopo dell’anno scolastico appena trascorso.

Le perplessità degli insegnanti: molti interrogativi e qualcuno ‘rinuncia’ al Bonus

La card in oggetto sarà disponibile per tutti i docenti di ruolo successivamente alla data del 30 novembre prossimo; prima di questa data, infatti, gli insegnanti dovranno accreditarsi attraverso ‘Spid’, Sistema Pubblico di Identità Digitale, per ottenere, una volta per tutte, la propria identità digitale. Dopo aver ricevuto le credenziali di accesso tramite Spid, il docente dovrà collegarsi alla piattaforma cartadeldocente.istruzione.it per usufruire di tutte le funzionalità della card stessa, per l’acquisto di beni e servizi tramite i fornitori accreditati alla convenzione con il Miur.
PROCEDURA TROPPO FARRAGINOSA – E qui qualcuno pone alcuni interrogativi circa le vere motivazioni di questa nuova e farraginosa procedura, tanto complessa anche per un esperto utilizzatore delle nuove tecnologie. L’anno scorso ogni docente ha regolarmente ricevuto l’accredito della somma in questione sul proprio conto corrente attraverso un emolumento supplementare. Non si capisce, quindi, come mai non si è deciso di procedere con le stesse identiche modalità dell’anno precedente, ma si è pensato di complicare la vita ai docenti, già sommersi da molteplici impegni fino al collo.
COSA C’E’ DOPO SPID? – Il secondo interrogativo che si pone l’insegnante ‘tipo’ è quello legato alla macchinosa trafila che avviene dopo aver ottenuto la tanto agognata identità digitale (Spid), ovvero quando l’insegnante dovrà procedere con gli acquisti presso gli esercenti accreditati direttamente al Miur. Infatti, solo li si potrà spendere il gruzzoletto destinato agli insegnanti e questo sistema porta a pensare ad una modalità eccessivamente monopolistica e clientelare di tutta la procedura ideata dal Governo. Insomma, le maggiori perplessità si evidenziano nella mancanza di libertà di scelta dei prodotti e dei servizi da acquistare oltre che degli esercenti in cui si effettueranno gli acquisti. Un sistema ermeticamente chiuso ed ingessato. Quasi a voler complicare la vita di tutti, qualcuno, eccessivamente scoraggiato, ha persino deciso, a priori, di rinunciare ad usufruire dell’opportunità offerta dal Miur.
AMAZON – Il terzo sospetto, proviene dal fatto che già molti diciottenni, attraverso la piattaforma di vendita Amazon.it, hanno speso interamente il loro Bonus di 500 euro, acquistando prodotti di elettronica, libri, musica, videogiochi e quant’altro dallo store in questione, anticipando di molto i regali di Natale. Non dimentichiamo peraltro che lo stesso Amazon è anche una delle società mondiali di e-commerce più importanti, ma contemporaneamente è anche la stessa azienda che detiene lo scettro di società mondiale più nota alle cronache per le condizioni di sfruttamento lavorativo di molti giovani dipendenti assunti con contratti interinali, con orari di lavoro massacranti e con un sistema di tassazione che lascia alcuni dubbi, visto che la sede fiscale si trova in Lussemburgo.

Loading...