Alternanza Scuola Lavoro - Presentato un portale web
Alternanza Scuola Lavoro - Presentato un portale web

Il tema dell’Alternanza scuola lavoro sembra tenere banco, in queste ore, l’attualità scolastica. Quello di cui vogliamo parlare in questo articolo riguarda una notizia epocale, che sicuramente farà discutere i favorevoli e gli scettici della famosa novità normativa, importante opportunità per il futuro lavorativo di milioni di studenti italiani coinvolti.

Una piattaforma job per studenti ed imprese

La nuova piattaforma in oggetto avrà lo scopo di gettare le basi per creare una corsia preferenziale tra il mondo del lavoro (Impresa) e quello della formazione (Scuola). Un autentico marchingegno ideato e realizzato con l’unico obiettivo, cioè quello di far dialogare il mondo della scuola con quello del lavoro e delle professioni. Il progetto, interessantissimo da qualsiasi punto di vista lo si guardi, è stato presentato dal ‘Gruppo Adecco’ in collaborazione con ‘Noveris’, stamattina, lunedì 21 novembre 2016, a Milano. All’importante appuntamento erano presenti, tra l’altro, il Ministro della Pubblica Istruzione Stefania Giannini e Marco Leonardi, importante rappresentante ed esponente della Presidenza del Consiglio dei Ministri della Repubblica italiana.
La piattaforma presentata quest’oggi avrà il compito di facilitare e agevolare l’incontro e i contatti futuri tra la scuola, con particolare riguardo ai suoi principali protagonisti cioè gli studenti e il mondo del lavoro. In particolare, la costituzione di questa novità telematica fornirà, in comunione di intenti, gli strumenti e i mezzi affinché si agevoli la nuova modalità didattica, rappresentata istituzionalmente e normativamente dall’alternanza tra la Scuola e il Lavoro. Lo stesso Amm.re Delegato del Gruppo Adecco Italia, Andrea Malacrida, dichiara quanto segue: “Si tratta di far incontrare la domanda e l’offerta, la sinergia tra scuola e mondo del lavoro è volta all’individuazione di quelle capacità che permetteranno ai giovani di interfacciarsi con la realtà professionale. La costruzione di un percorso ad hoc è un elemento fondamentale”.

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I numeri in breve dell’Alternanza scuola lavoro

Ma vediamo brevemente i numeri dell’alternanza scuola – lavoro. Al secondo anno di ‘sperimentazione’, oramai l’alternanza è diventata una realtà ed è oggi finalmente entrata a pieno regime. Dall’anno scolastico 2017/18, le ore da svolgere tra la scuola e il lavoro diventano obbligatorie. Per gli studenti degli Istituti Tecnici tali ore ammontano a 400, mentre nei Licei le ore si riducono alla metà; nei rispettivi casi, questi numeri fanno parte del monte ore da adempiere nell’arco dell’ultimo triennio. In generale, inoltre, le Istituzioni scolastiche coinvolte nell’importante meccanismo normativo e didattico sono pari a circa 2.800, con un totale di alunni coinvolti poco superiore a 1.500.000 unità. Numeri davvero importanti se vengono osservati dalla prospettiva di un’azienda in procinto di assumere nuovi dipendenti alle prime armi.

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Le parole incoraggianti di Marco Leonardi: ‘Alternanza? Un futuro per i giovani e per le imprese’

A questo punto, viene interpellato Marco Leonardi, Consigliere economico della Presidenza del Consiglio, e lo stesso precisa: “Gli incentivi per le assunzioni hanno funzionato a livello generale, ma non per i giovani. In Europa, un ragazzo che finisce gli studi impiega mediamente 9 mesi per trovare lavoro”. Poi continua: “In Italia il dato è uno tra i peggiori nel continente: i ragazzi devono aspettare 14 mesi prima di entrare in un ambito professionale. Per questo, il Governo ha deciso di spostare gli incentivi a favore delle aziende che assumeranno i giovani a seguito del percorso di Alternanza scuola lavoro, – e qui, il discorso si sposta verso gli incentivi e le agevolazioni fiscali delle aziende – prevedendo un esonero contributivo”.

Esonero contributivo? Troppo scetticismo tra gli imprenditori: ‘dateci di nuovo l’accesso al credito’

Proprio quest’ultimo argomento sembra essere quello meno preso in considerazione da parte di molti imprenditori, i quali sono sempre più convinti che non bastano i proclami politici per cambiare il mondo del lavoro; quello che manca sono le condizioni reali, cioè, in una sola parola: l’accesso al credito. Da questo punto di vista, purtroppo, molti imprenditori rimangono scettici per l’iniziativa fiscale messa in campo dalle parole ottimistiche del rappresentante del Governo.