Suprema Corte di Cassazione - Storica sentenza contro la reiterazione dei contratti a termine per il personale scolastico
Suprema Corte di Cassazione - Storica sentenza contro la reiterazione dei contratti a termine

Personale scolastico, clamorosa sentenza della Corte di Cassazione, la quale dichiara, in maniera definitiva, l’illegittimità della reiterazione dei contratti a termine oltre i 36 mesi (anche non continuativi). Insomma, pare che sia davvero arrivata la fine della precarietà per molti insegnanti che per anni hanno subito la gogna del posto con contratto fino al termine delle lezioni o delle attività didattiche.

Ultime notizie 24 novembre 2016: diritto ai risarcimenti per i contratti a termine

La sentenza storica, emessa dalla Suprema Corte di Cassazione proprio ieri, mercoledì 23 novembre 2016, è la N. 23866/16. Una decisione insindacabile della Cassazione aprirebbe letteralmente la strada a molti insegnanti che hanno fatto per decine di anni della loro precarietà un modus vivendi. Oggi, la sentenza in oggetto sconvolgerà il sistema scolastico attuale consentendo a centinaia di migliaia di docenti, collaboratori e segretari scolastici di essere immediatamente assunti in ruolo.
Entrando nello specifico, l’epocale sentenza di ieri della Suprema Corte ha esplicitamente dichiarato illegittima il puntuale rinnovo dei contratti a termine con una durata complessiva (anche non continuativa) superiore a 36 mesi per il personale docente e per quello Ata. Tale reiterazione è da dichiararsi illegittima in quanto il dlgs 368/01 non ha abrogato la disciplina contenuta nel dlgs 297/94. Questo, porta come conseguenza diretta il fatto che ‘tale reiterazione sarà considera illegittima a partire dal 10 luglio 2001, se finalizzata a coprire posti vacanti e disponibili entro il 31/12 di ogni anno’.

Loading...

Le conseguenze della sentenza: stabilizzazione o risarcimento

Cosa ne consegue? Bene, questa sentenza consentirà a tutti i docenti e al personale ATA, destinatari di contratti a tempo determinato superiori ai 36 mesi prima dell’entrata in vigore della Legge 107/15, di avere il diritto alla loro ‘stabilizzazione’, in misura proporzionale al danno subito per la mancata assunzione (misura, questa, proporzionata, effettiva e sufficiente a sanzionare debitamente l’abuso).
La sentenza di ieri, la quale richiama la precedente (N. 5072/16), afferma che i lavoratori sono stati irrimediabilmente danneggiati dalla reiterazione illegittima dei contratti a termine da parte del Miur. Questo fatto, pertanto, comporta per tutti i docenti e tutto il personale ATA interessato, il diritto al riconoscimento di un risarcimento nella misura quantificata tra le 2,5 alle dodici mensilità della retribuzione loro spettante.