Stefania Giannini

Giungono, nuovamente anche quest’anno, sui social network, la protesta e le lamentele dei docenti precari che, dopo la stipula di un contratto a tempo determinato, ossia come docenti supplenti, e dopo aver regolarmente adempiuto alla loro prestazione, con servizio presso le scuole italiane, non  hanno ancora ricevuto il pagamento dello stipendio, che per alcuni di essi, si protrae sin dal mese di settembre.
Nonostante il ministro dell’istruzione Giannini e il suo sottosegretario, davide faraone abbiano emanato sia un decreto legge che  un decreto ministeriale applicativo per il pagamento delle supplenze brevi ,questi decreti non stanno avendo ancora puntuale applicazione.
Questi provvedimenti, ricordiamo, prevedono dei tempi certi affinchè i docenti precari, nella veste di supplenti, possano ricevere l’erogazione dello stipendio per il servizio prestato nelle scuole. Ad oggi però è tutto bloccato ed il MIUR disattende quindi  l’ennesimo impegno, perché si diceva “che il decreto avrebbe inchiodato il dirigente scolastico e gli uffici delle segreterie scolastiche alle loro responsabilità”. Tuttavia, ad oggi, il vero problema della vicenda sono i fondi che, non essendo erogati dal Miur, alle scuole, queste ultime non riescono ad effettuare l’erogazione degli stipendi ai docenti precari. Inoltre, attualmente non è prevista la possibilità per i docenti di comunicare con il miur per avanzare chiarimenti, poiché non esiste un numero verde a cui chiamare e destinato a tale scopo.
Ricordiamo al Miur e allo stesso ministro Giannini, che i lavoratori della scuola, i precari che da anni e anni mandano avanti la scuola italiana, hanno bisogno dell’erogazione puntuale, a fine mese, della remunerazione loro spettante perche’ è proprio con i soldi di quest’ultima che molti insegnanti mandano avanti economicamente la loro famiglia.

Come tutelarsi dal mancato pagamento?

Per la verità ,l’unico modo affinchè i precari, che attendono stipendio, possano recuperare le somme loro spettanti con richiesta di danno subito ed interessi maturati, è il procedimento per decreto ingiuntivo.

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Cosa sapere sul decreto ingiuntivo

Il decreto ingiuntivo infatti è un provvedimento emesso da un Giudice,entro 30 giorni, su richiesta del creditore, in presenza di una prova scritta relativa al credito fatto valere.(in questa vicenda il contratto stipulato con la scuola e sottoscritto dal docente). Qualora il ricorso per ingiunzione venga ritenuto dal Giudice meritevole di accoglimento (in presenza di idonea prova scritta), occorrerà dunque procedere alla notifica di una copia del detto ricorso, unitamente al provvedimento del Giudice (c.d. “decreto”) che ordina (o meglio “ingiunge”) al debitore di pagare l’importo indicato.
Tuttavia, il decreto ingiuntivo potrebbe anche essere emesso già munito di clausola di provvisoria esecuzione, vale a dire che, sebbene residui sempre il termine di 40 gg. per poter proporre opposizione, il debitore sarà comunque tenuto ad adempiere all’ingiunzione di pagamento immediatamente alla notifica del provvedimento, pena l’inizio dell’esecuzione forzata.
Avv. Anna Fasulo del gruppo dei docenti precari abilitati non inseriti in graduatoria ad esaurimento
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