Davide Faraone, sottosegretario alla Pubblica Istruzione
Durissima presa di posizione del sottosegretario al Ministero dell’Istruzione, onorevole Davide Faraone, in merito allo scandalo relativo alla truffa organizzata in diverse province della sicilia come Siracusa, Ragusa, Agrigento e Catania che ha coinvolto dirigenti scolastici, professori, alunni, personale di segreteria, dipendenti pubblici e medici.

Operazione ‘Diplomat’: scoperta clamorosa truffa in Sicilia, 3500 euro in cambio di un diploma

La Guardia di Finanza di Ragusa ha battezzato ‘Diplomat’ l’operazione che ha consentito di smascherare una vera e propria organizzazione a delinquere finalizzata al conseguimento di diplomi di maturità cosiddetti ‘facili’, dietro versamento di cospicue somme di denaro: si è parlato di 3500 euro per ogni studenti, con ricavi che sono stati stimati in non meno di due milioni di euro.
L’indagine ha avuto inizio nel 2014, riuscendo a portare alla luce un giro d’affari legato ai rilasci illeciti di diplomi e attestati professionali, che ha ruotato attorno a un centro di istruzione privato con sede a Ispica e Rosolini (Siracusa), gestito da una coppia di coniugi. Ad oggi, in totale, sono state denunciate 80 persone (tra presidi, professori e personale di segreteria operanti tra Ispica, Rosolini, Licata, Canicattì ed Acireale) per reati di truffa, falso, abuso di ufficio e rivelazione di segreti di ufficio.

Davide Faraone: ‘No ai diplomifici che infangano la scuola italiana e siciliana’

No ai diplomifici che infangano la scuola italiana e siciliana e danneggiano anche le scuole paritarie che fanno vero servizio pubblico per gli studenti e le famiglie – ha così commentato il sottosegretario Davide Faraone in merito alla vicenda  ‘Quanto scoperto in alcuni istituti della Sicilia centrale e orientale è assolutamente inaccettabile. Siamo strenuamente contro qualsiasi forma di diplomifici e decisi ad eliminare le cattive erbacce – ha proseguito Faraone -. Abbiamo avviato un Piano straordinario di ispezione degli istituti paritari, per verificare il rispetto dei requisiti per il mantenimento della parità scolastica tenendo sempre ben presente che molti di questi istituti, invece, operano correttamente. Pensiamo, ad esempio, ai casi dell’infanzia e dell’inclusione dei disabili”.