Docenti delle Gae in corteo

Potrebbe costare caro a molti docenti delle Gae credere alle promesse di assunzione mediante la trasformazione delle cattedre da organico di fatto in organico di diritto e votare sì al prossimo referendum per riconoscenza a questo esecutivo. Non dire gatto se non lo hai nel sacco. Il problema dell’immissione in ruolo dei docenti delle Gae non è di così facile soluzione come sembra. In molti hanno salutato positivamente la decisione di incrementare il numero di cattedre sui posti comuni (20mila) e di sostegno (5000). Ma ciò che i responsabili del PD hanno nascosto ai precari, dei quali una delegazione ha recentemente incontrato Renzi presentando una proposta che li vorrebbe immessi sul potenziamento, è il fatto che negli emendamenti passati ora al vaglio del Senato manca un dettaglio tutt’altro che trascurabile. Quale? Lo scopriremo solamente il 5 dicembre.

Doccia gelata

La dimostrazione che la consultazione referendaria non influirà sulle decisioni del Senato è costituita dalla nota che ha diramato il Servizio Bilancio della Camera in cui si chiede di quantificare esattamente, oltre all’ammontare delle risorse necessarie, il numero esatto di cattedre che si vorrebbe trasformare da organico di fatto in organico di diritto. A rivelarlo non è una fonte qualunque di stampo complottista, bensì il quotidiano Il Corriere della Sera che descrive come nel testo presentato alla Camera non ci sia questo riferimento. Appare debole la risposta presentata dal PD che lo specificherebbe in un emendamento. Se passerà o meno dipenderà dalla copertura delle spese che, lo ricordiamo, per il Mef non c’è. Si parla di 140 milioni a bilancio per il 2017 e 400 milioni per il 2018, ma con quei soldi occorrerà provvedere anche alle assunzioni dei vincitori del concorso 2016.

L’esito dopo il referendum

Dunque occorrerà fare attenzione e non cantare vittoria troppo presto dichiarando di compiacere l’esecutivo al referendum del 4 dicembre. Oltre al danno, (il Sì) si aggiungerebbe la beffa (mancata assunzione). La Legge di Bilancio approvata alla Camera prevede anche altre misure importanti quali la dotazione aggiuntiva di 2 milioni di euro per i risarcimenti da corrispondere ai precari con 36 mesi di servizio. I ricorsi pendenti presso i tribunali, oltre a quelli che verranno proposti d’ora in avanti, mirano a sanare i danni patiti dai precari per l’abuso di contrattazione a termine. Ma che le risorse siano sufficienti anche per assumere i residuali delle Gae è ancora tutto da vedere.