Scuola e registro elettronico: per il docente è obbligatorio il suo utilizzo?
Scuola e registro elettronico: per il docente è obbligatorio il suo utilizzo?

In Italia, già da parecchi anni, molti istituti scolastici utilizzano il Registro Elettronico. Il tema è delicatissimo, in quanto, nonostante dal 12 agosto scorso è in vigore la norma sulla ‘dematerializzazione’ nella Pubblica Amministrazione, dalle opinioni dei suoi principali utilizzatori, cioè gli insegnanti, si rileva un dilagante dissenso avverso questa ‘macchina infernale’; proprio così, infatti, per molti Prof il registro elettronico è considerato tale. Analizziamo, in breve, le maggiori criticità rilevate.

No al Registro Elettronico: le motivazioni degli insegnanti

Qui di seguito viene mostrato un elenco delle maggiori critiche mosse dagli insegnanti nei confronti del Registro Elettronico, in particolare:

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  • Estrema perdita di tempo sottratto alla didattica (accensione e spegnimento del PC, autenticazione per l’accesso in piattaforma, controllo delle precedenti lezioni e/o interrogazioni). Spesso, gli insegnanti denunciano, l’impossibilità ad avere un quadro d’insieme della situazione della classe e dell’alunno;
  • Sistema informatico estremamente vincolato alla connessione internet, spesso carente o assente;
  • Costo dell’abbonamento annuale superiore a quello dell’acquisto dei Registri cartacei (di classe e degli insegnanti);
  • Tutte le procedure per segnare le assenze, le giustificazioni, i ritardi, gli ingressi posticipati o le uscite anticipate sono estremamente complesse e non facilmente eseguibili da tutti i docenti;
  • L’operato degli insegnanti delle prime ore è determinante per tutti gli insegnanti delle ore successive in relazione alla reale situazione della classe.

I Registri Elettronici sono utili alle famiglie. Qualche scuola, ancora, si ostina a non offrire questo servizio ai genitori

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  • In assenza della visibilità dei registri alle famiglie, il sistema di valutazione risulta falsato, in quanto subisce continue modifiche da parte dei docenti, in relazione all’andamento didattico degli alunni. I voti, sovente, vengono modificati dagli insegnanti, anche mesi dopo rispetto alla data in cui si è effettuata la prova con la relativa valutazione;
  • A proposito dell’apertura dei registri alle famiglie, molti Dirigenti Scolastici non hanno ancora provveduto a predisporre l’accesso alle stesse. Qualche insegnante, addirittura, sostiene che tale scelta favorirebbe la modifica continua dei voti (totalmente illegale) da parte dei colleghi, così come illustrato al punto precedente. Fortemente in contrasto con quello che avveniva in precedenza con i famosi registri cartacei, nei quali risultava impossibile modificare i voti assegnati, tale situazione, troverebbe riscontro durante la fase intermedia e finale degli scrutini. Questa prassi, oramai abbondantemente consolidata, comporterebbe l’alterazione, spesso in eccesso, delle reali valutazioni che gli alunni hanno registrato durante tutto il loro percorso scolastico quadrimestrale ed annuale. Il permanere di questa situazione, poi, giustificherebbe la subdola pratica del ‘voto di consiglio’, trasformando questa forma di garanzia per gli alunni in un vero e proprio slogan “Tutti promossi…. E vissero felici e contenti”.

Rischi per la sicurezza informatica e per la privacy

  • Un elevato rischio per la sicurezza informatica e della privacy in generale, in relazione ai dati residenti costantemente all’interno delle piattaforme informatiche collegate in cloud;
  • Violazione dell’attuale normativa sulla dematerializzazione. Molti insegnanti denunciano la presenza, sulle loro cattedre, del registro di classe in formato cartaceo (in contrasto rispetto al divieto assoluto sull’uso di materiale cartaceo nella Pubblica Amministrazione);
  • Notevole abbassamento del livello di controllo da parte della Dirigenza Scolastica sulla funzione docente, in relazione alla documentazione obbligatoria prodotta dagli insegnanti, prima dell’inizio delle attività didattiche, durante e dopo la fine delle stesse (Programmazioni Didattiche Educative, Relazioni Finali, Programmi scolastici svolti e tutti i relativi documenti di rito che gli insegnanti sono tenuti a produrre per l’espletamento della propria attività formativa);
  • Esiste un rischio concreto di in sistema monopolistico, rappresentato da alcune Software House, le quali forniscono il software necessario a costi elevatissimi, quando invece si potrebbe predisporre (a costo zero) una piattaforma unica nazionale (registro unico nazionale), messa a disposizione dal Miur che consentirebbe di seguire per tutto il percorso scolastico (in entrata ed in uscita) ogni singolo alunno, dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di secondo grado e persino ai corsi universitari.

E gli insegnanti di sostegno, utilizzano il Registro Elettronico?

  • Gli insegnanti di sostegno, in qualche caso, lamentano l’assenza all’interno degli attuali registri elettronici di specifiche aree o funzioni dedicate alla loro importante attività. Essi, nella maggior parte dei casi, non usano i registri elettronici (così come indicato da alcune istituzioni scolastiche) ma sono ancora in possesso dei registri cartacei destinati alla compilazione vecchio stile;

Ancora troppi documenti cartacei nelle scuole. Le Circolari vanno pubblicate sul sito della scuola o sul Registro elettronico

In ogni caso, da quanto si apprende, in molti istituti scolastici girano tanti, troppi documenti cartacei, in barba alle disposizioni di legge a favore della ‘dematerializzazione‘. Il problema esiste ed è concretamente sotto gli occhi di tutti. A tal proposito, qualche Dirigente Scolastico, per ovviare a questo inconveniente, ha pensato bene di pubblicare e ‘condividere‘ le medesime Circolari dirigenziali proprio all’interno del famoso ‘Registro online’, dato che ogni docente vi accede quotidianamente per le normali operazioni di natura didattica.