Una storia che ha dell’assurdo, dell’incredibile quella che è stata riportata dal quotidiano ‘Repubblica’ e di cui si parlerà insistentemente nei prossimi giorni. Mario è un bambino di 7 anni, un bimbo in carne ed ossa, eppure potremmo definirlo un ‘fantasma’. Vive a Moncalieri, in provincia di Torino, con la mamma Cinzia di 48 anni. Sembrerà incredibile eppure il bambino, per lo Stato italiano, ha vissuto come un ‘fantasma’ per lo Stato italiano: i genitori, infatti, non lo hanno mai iscritto all’anagrafe, né tanto meno lo hanno mai mandato in una scuola.

Bambino ‘fantasma’ a Moncalieri, sette anni: mai registrato all’anagrafe

L’incredibile scoperta è stata fatta dai carabinieri martedì scorso, 29 novembre, quando si sono presentati a casa della donna, sulla precollina di Moncalieri, per adempiere ad una notifica di un atto giudiziario. 
Le Forze dell’Ordine si sono notevolmente incuriositi per la presenza del bambino perché negli archivi dell’Arma in quella casa risultava come residente solamente una donna. ‘E’ mio figlio’, ha tranquillamente ammesso la signora. Il bambino nacque all’ospedale di Moncalieri nel 2009 ma non è stato registrato all’anagrafe, dunque, non possiede neppure un codice fiscale. Con tutte le conseguenze connesse: per esempio, il bambino non ha mai visto un medico per un vaccino né ha mai potuto sedersi dietro un banco di scuola ed ascoltare la lezione di un’insegnante.

Mai andato a scuola, mai fatto un vaccino: la madre non ha saputo dare spiegazioni

Naturalmente i militari hanno subito fatto delle domande alla donna in merito all’incredibile situazione e la signora ha tranquillamente spiegato di essere sempre stata convinta che il padre lo avesse registrato. Il problema è che la donna non è stata ovviamente in grado di fornire spiegazioni sul perchè il bambino non fosse stato vaccinato o perchè, nonostante abbia già sette anni, non frequenti regolarmente la scuola dell’obbligo come tutti gli altri bambini. Il padre, per giunta, è irreperibile e dunque non ha potuto dare altre spiegazioni.
Il bambino è stato preso in carico dai servizi sociali e visitato all’ospedale Regina Margherita.
La madre denunciata è stata affidata anche lei ai servizi sociali in una comunità protetta.