L’accordo raggiunto mercoledì 30 novembre tra il ministro della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia e i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil per il rinnovo del contratto dei dipendenti statali, è stato duramente criticato dal coordinatore nazionale della Fgu-Gilda degli Insegnanti, Rino Di Meglio.

Ultime news scuola, venerdì 2 dicembre 2016: ‘No ai trionfalismi, non è il contratto di lavoro’

‘Fino a quando non verrà approntata una legge apposita che dia la possibilità di superare i vincoli imposti dalla riforma Brunetta, sarà estremamente difficile aprire concretamente il tavolo negoziale per il nuovo contratto. Appaiono dunque eccessivamente trionfalistici i toni con cui i vertici confederali commentano l´intesa siglata ieri a Palazzo Vidoni’.
Dunque, nessun trionfalismo e nessun eccesso di entusiasmo, secondo Di Meglio, anche perchè non sarà facile dare atto al superamento dei paletti imposti dalla legge Brunetta sul tema della contrattazione del rapporto di lavoro.

‘L´intesa sottoscritta con il Governo – ha voluto sottolineare giustamente Di Meglio – non è il contratto di lavoro ma semplicemente un impegno di carattere politico e la strada per arrivare al rinnovo risulta ancora lunga e piena di ostacoli. Le risorse stanziate fino ad oggi dalle leggi di Stabilità 2016 e 2017 ammontano a 1 miliardo e 250 milioni di euro, – ha continuato il coordinatore nazionale della Gilda – equivalenti a circa 30 euro lordi pro capite. Una cifra ben lontana dai 5 miliardi necessari per raggiungere gli 85 euro sbandierati dal Governo. La differenza andrà evidentemente reperita nella legge di Bilancio 2018′.

Gilda, Rino Di Meglio: ‘Serve una legge ad hoc per aprire la contrattazione’

Per Rino Di Meglio, sarà un percorso difficile quello che si dovrà affrontare prima di arrivare alla firma sul nuovo contratto: ‘Servirà una legge ad hoc per aprire il vero e proprio contratto che, sua volta, sarà reso difficile dalla necessità di uniformare la parte normativa dei quattro precedenti comparti confluiti nel settore scuola dopo l´approvazione della riforma della pubblica amministrazione’.