Ancora una volta la questione riguardante il riconoscimento degli scatti di anzianità  ai docenti precari si pone al centro dell’attenzione delle notizie scuola, quest’oggi, domenica 4 dicembre. Molti dei nostri lettori saranno a conoscenza della sentenza N. 22558 del 7 novembre scorso della Corte di Cassazione in base alla quale veniva, ancora una volta sottolineato, come “la clausola 4 dell’Accordo quadro sul rapporto a tempo determinato recepito dalla direttiva 99/70/CE, di diretta applicazione, impone di riconoscere la anzianità di servizio maturata al personale del comparto scuola assunto con contratti a termine, ai fini della attribuzione della medesima progressione stipendiale prevista per i dipendenti a tempo indeterminato dai CCNL succedutisi nel tempo. Vanno, conseguentemente, disapplicate le disposizioni dei richiamati CCNL che, prescindendo dalla anzianità maturata, commisurano in ogni caso la retribuzione degli assunti a tempo determinato al trattamento economico iniziale previsto per i dipendenti a tempo indeterminato”.

Tribunale Milano accoglie ricorso docente precaria ‘storica’

A questo proposito, il sindacato Anief ha sottolineato come il Tribunale di Milano abbia riconosciuto i diritti spettanti ai docenti precari e l’illecito posto in essere dal Miur. Il Giudice del Lavoro ha, infatti, accolto pienamente ‘le richieste patrocinate dagli Avvocati Fabio Ganci, Walter Miceli e Francesca Lideo che, ancora una volta, si sono fatti valere in udienza ottenendo la condanna del MIUR per evidente discriminazione nei confronti dei lavoratori precari. Riconosciuto a una docente precaria “storica” il diritto alle differenze retributive mai percepite e che il Ministero dell’Istruzione le aveva negato applicando le disposizioni di un Contratto Collettivo Nazionale illegittimo sul punto, perché in aperto contrasto con la normativa comunitaria’, così si legge nel comunicato ufficiale diffuso dal sindacato.

Scatti anzianità docenti precari: Miur condannato per aver violato il principio di non discriminazione

Nella sentenza si constata ‘l’avvenuta violazione del principio di non discriminazione – avuto particolare riguardo al mancato riconoscimento a parte ricorrente degli scatti di anzianità riconosciuti ai colleghi di pari anzianità e livello assunti con contratto di lavoro a tempo indeterminato – con conseguente illegittimità sul punto dei contratti a termine impugnati, ex. art. 6 D.Lgs. n. 368/2001, e con diritto di parte ricorrente a vedersi corrispondere dalla resistente, a titolo risarcitorio, una somma ammontante alla differenza tra quanto percepito, nel medesimo periodo, dai dipendenti assunti dalla resistente a tempo indeterminato con pari anzianità e livello e quanto percepito dalla stessa”.