Renzi si dimette
Referendum Costituzionale vince il NO

L’esito del voto sul referendum per le modifiche al testo costituzionale volute dal governo Renzi è stato netto e devastante per il PD. Gli italiani si sono ricompattati alle urne dal sud al nord esprimendo la ferma contrarietà a cambiare la Costituzione. Per l’esecutivo non è stato sufficiente ricorrere ai media e alla pubblicità martellante, condotta con soldi pubblici e nemmeno il voto dei connazionali all’estero è riuscito a sovvertire quello che nei sondaggi si andava configurando. La percentuale dei SI e dei No non si è discostata molto dalle previsioni della vigilia. A pochissime ore dal conteggio definitivo dei voti i NO battono i SI 60% a 40%.

I risultati per macroaree

I risultati del voto del referendum analizzati per macroaree evidenziano una situazione di prevalenza di NO che si attesta sul 54% medio, contro un 46% di SI. Le regioni dove il SI ha vinto o è rimasto testa a testa con i NO sono state il Trentino Alto Adige (53,9%), la Toscana (52,5%) e l’Emilia e Romagna (50,4%). Nel mezzogiorno, dove il dissenso all’esecutivo è forte per l’elevato tasso di disoccupazione ritardo economico con il resto del Paese, non c’è stata storia. Si va dal 68,5% della Campania di De Luca al 72,2% della Sardegna. Non sarà sfuggito ai più attenti quanto successe alle ultime votazioni per le elezioni comunali dove al PD vennero a mancare oltre 2 milioni di voti. Nella sostanza si è confermato un trend che ha portato all’odierno risultato.

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Voto consapevole

Nell’immagine inserita in calce al presente articolo c’è la fotografia del voto regione per regione. Anche ad un primo impatto appare netta la bocciatura degli italiani alla proposta di modifica della Costituzione. Non si può escludere che sull’esito del voto abbia influito la personalizzazione data dal premier alla consultazione referendaria ma i distacchi sono così netti che tutto lascia pensare come gli elettori siano arrivati a questo appuntamento preparati e informati sui contenuti, aldilà delle tifoserie e delle convinzioni politiche. Il risultato italiano si aggiunge a quelli delle elezioni americane e della Brexit, decretando la sconfitta dei media e delle banche che premevano per cambiare con un pressing ossessivo che alla fine si è rivelato controproducente.

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