Referendum, ‘The Day After’. Il 4 dicembre verrà, a lungo, ricordato come un giorno storico per la Costituzione italiana, ma anche per la scuola, visto che, insieme al No alla riforma costituzionale, sono arrivate persino le dimissioni del Presidente del Consiglio, Renzi e dell’intero governo.

Adida, attraverso un comunicato ufficiale ha espresso tutta la propria soddisfazione, anche perchè l’associazione si è posta in prima fila nella campagna referendaria per il NO, diffondendo nelle piazze, nei mercati, ovunque, le ragioni del rifiuto alla riforma costituzionale.

Adida, Valeria Bruccola: se ne va ‘il Governo più arrogante che il Paese ricordi’

‘Abbiamo potuto contribuire a difendere la nostra Costituzione dagli attacchi verticistici e antidemocratici del Governo più arrogante che il Paese ricordi.’ – ha scritto la coordinatrice nazionale Adida, Valeria Bruccola, sottolineando come la campagna referendaria del governo sia stata invece ‘un bombardamento invadente, che ha nauseato persino i bambini, non ha ingannato nessuno. L’Italia compiacente, quella che sale sul carro del vincitore, anche prima del tempo e dello svolgimento del referendum costituzionale, ha perso. Non è servito comprare ogni spazio, nemmeno contaminare i libri di testo delle scuole, presentando la Nuova Costituzione, libri che oggi, nonostante lo Stato li abbia pagati, i nostri bambini se li trovino nello zaino, con nozioni false, inutile carta straccia per accendere il fuoco.’

Precari italiani rinunceranno alla Buona Scuola, finta riforma che ha alimentato disparità, discriminazioni e disuguaglianze

Ora, l’intento dei precari italiani, dopo aver rinunciato alla ‘Buona Costituzione’, sarà quello di rinunciare anche alla Buona Scuola, ‘con un atteggiamento rinnovato. – così come viene sottolineato da Valeria Bruccola – Ciò che abbiamo chiesto era il rispetto dei nostri diritti, non concessioni. La classe politica che ha occupato le istituzioni in questi ultimi tre anni ha dimenticato che il suo ruolo di potere doveva servire per tutti i cittadini, non per i loro sostenitori, concedendo privilegi e riconoscimenti solo e unicamente a chi loro compiaceva e che li compiacevano. Un errore di valutazione, quello di pensare di poter comprare tutti gli altri con gli scarti delle loro politiche scellerate e con finte riforme che hanno alimentato disparità, discriminazioni e diseguaglianze.

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Renzi e il suo discorso di sconfitta: ‘Non una parola sulla scuola’

Tra tutti i risultati strabilianti che Renzi ha annoverato ieri sera, nel suo discorso di sconfitta, non una parola sulla scuola, dove recentemente aveva fatto importanti ammissioni, sostenute da promesse, quelle delle assunzioni in programma, che non hanno abbindolato nessuno. Tutto questo ha avuto una fine, stabilita dalla volontà di tutti, per primi noi precari, di mantenere saldi quei principi costituzionali che sono sempre stati la nostra unica certezza. Da oggi, più di prima, la nostra Costituzione sarà il canovaccio sul quale costruire il nostro progetto di ripresa della scuola, dei nostri diritti, della nostra dignità professionale, bene prezioso e nostro biglietto da visita per i progetti che ci dobbiamo preparare, già da oggi, a realizzare.