Andiamo avanti, ‘Comunquevada’: è questo lo slogan degli studenti del Collettivo autonomo studentesco che, pur prendendo atto della vittoria del No al referendum costituzionale ma soprattutto delle dimissioni del Presidente del Consiglio Matteo Renzi, non intendono fermarsi nella loro protesta contro la Buona Scuola. Per oggi e per domani, martedì 6 dicembre, sono stati preannunciati sit-in e mobilitazioni per sensibilizzare l’opinione pubblica di fronte ai problemi della scuola ed, in modo particolare, di quelli che sono costretti ad affrontare gli studenti.

Ultime news scuola, lunedì 5 dicembre 2016: Andiamo avanti, Comunquevada

‘Il fatidico giorno è arrivato e ci troviamo a fare i conti con una vittoria e come preannunciato, in ogni caso, non ci fermiamo e andiamo avanti “Comunquevada” – così scrivono gli studenti del Collettivo autonomo studentesco in una nota diffusa in mattinata -E’ questo infatti lo slogan che ha caratterizzato sia i sit-in di stamattina sia il clima di questi giorni in vista della mobilitazione di domani”.
“La vittoria del No rappresenta un dato con il quale fare i conti un dato che rappresenta da un lato una presa di coscienza da parte dei cittadini per quanto concerne il fatto che la costituzione non può essere calpestata a piacimento, dall’altro rappresenta il primo mattone sul quale costruire un movimento più forte capace di imprimere fortemente le proprie istanze. Dobbiamo fare i conti, però, con l’altra faccia del no, quella di Casapound, di Forza Nuova e delle varie destre xenofobe. La paura del diverso, del migrante, etichettato ottusamente come la causa della crisi generalizzata prende sempre più piede tra la compagine sociale che muove le sue schiere più folte verso un fascismo strisciante e dilagante da distruggere e debellare, un fascismo nuovo al quale dobbiamo dare una risposta concreta.

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Nota Colletivo autonomo studentesco: lottare contro i decreti varati dal governo Renzi

Domani sei dicembre è un giorno in cui si continua trasversalmente a lottare contro i decreti varati dal governo Renzi in particolare contro la Buona scuola, riforma per la quale gli studenti sono costretti ad affrontare 400 ore obbligatorie di lavoro gratuito, il tutto agevolato dalle intromissioni dei privati nelle scuole pubbliche. Non ci spaventa il peso del potere che hanno assunto i presidi, diventati veri e proprio manager di un’azienda, che da un lato hanno il potere fisico di chiudere i cancelli dei nostri istituti, dall’altro la possibilità di reprimere e minacciare attraverso dei severi provvedimenti disciplinari gli studenti che esprimono il proprio dissenso.’

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