Docenti delle Gae

La stabilizzazione dei docenti delle Gae registra uno stop in corrispondenza dell’esito del voto di domenica scorsa sul referendum costituzionale. Uno dei punti in discussione riguardava il via libera alle 25mila cattedre aggiuntive. Per questo si attendeva il varo della legge di Bilancio con gli emendamenti al testo. Domani ci sarà l’ultimo passaggio in Senato, con inizio alle ore 12.00 per le dichiarazioni di voto. La prima chiamata è prevista per le 14,30 e l’intenzione è quella di chiudere velocemente, già domani sera stesso. Sul testo è stata già posta la fiducia, come detto in aula dal ministro Maria Elena Boschi, sfrondato di tutti gli emendamenti. Questo significa che per la trasformazione delle 25mila cattedre da organico di fatto in organico di diritto, il tutto è rinviato sine die. Ma non è questa l’unica notizia che i docenti delle Gae attendevano.

A quando il prossimo aggiornamento delle Gae?

Per molti di loro assume rilevanza lo slittamento dell’aggiornamento triennale delle Gae approvato col milleproroghe dello scorso anno in quanto viene a spostarsi nel 2019 la possibilità di cambiare la provincia. Esiste una unica possibilità affinché le cose possano cambiare già dal 2017 legata al varo di un nuovo governo che sia eletto dai cittadini. Qui la partita è ancora tutta da giocare. Se l’esito delle consultazioni al Quirinale dovesse essere negativo e si andasse ad elezioni subito, magari già a febbraio, il neo governo che si insediasse potrebbe intervenire abrogando la norma inserita nel milleproroghe. Nemmeno la circostanza della pronuncia della Consulta il prossimo 24 gennaio circa la legittimità dell’Italicum costituirebbe un grande ostacolo, esistendo la possibilità di un aggiustamento della legge elettorale per il Senato. In quel modo si potrebbe andare ad elezioni subito con un Italicum revisionato.

Loading...

Lo scenario più probabile

I tempi sono troppo ristretti per pensare che la situazione possa cambiare. Almeno per tutto il 2017 occorrerà attendere gli eventi, fermo restando che le immissioni in ruolo seguiranno il normale turn over annuale attraverso il doppio canale. Ciò che è urgente approvare è un piano transitorio di immissioni in ruolo dei precari che sblocchi la situazione dei residuali delle Gae in primis. L’unica certezza che possediamo in questo momento è che si tratti di un convincimento oramai diffuso all’interno di tutte le forze politiche presenti in Parlamento, ma non per questo si potrà allentare la pressione sull’esecutivo che si insedierà a partire dai prossimi giorni.

Loading...