Le dimissioni di Matteo Renzi dalla carica di Presidente del Consiglio sono diventate, ormai, ufficiali ma proseguono le critiche e le discussioni sui ‘mille giorni’ del suo esecutivo. In modo particolare, il mondo della scuola ha dovuto fare i conti con l’ex premier sin da quando nel settembre 2014 venne presentato un ‘volumetto’ intitolato Buona Scuola: un quadernetto che si sarebbe poi trasformato, meno di un anno dopo, nella tanto odiata legge 107.

Il movimento Mida precari, attraverso un comunicato firmato dalla coordinatrice nazionale Rosa Sigillò, ha calorosamente ‘invitato’ Matteo Renzi a non assumere atteggiamenti vittimistici (sua la frase ‘Non credevo che mi odiassero così tanto!’).

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Comunicato Mida Precari: ‘Eh no caro Renzi, il popolo non ti odia, odia il tuo modo di aver fatto politica’

‘Il popolo italiano non ti odia, ma odia il tuo modo di aver fatto politica, reputando il tuo Governo tra i peggiori di tutta la storia della Repubblica Italiana, perché ricordiamolo: l’arroganza è figlia dell’incompetenza.
Le false promesse di ridurre i costi della politica e di migliorare le condizioni di vita degli italiani sono rappresentate dal continuo sperpero di denaro e dai continui tagli al settore pubblico per favorire il privato, per non parlare delle riforme pensate per togliere diritti ai lavoratori, diritti conquistati negli anni, grazie a lotte fatte proprio dal partito che ora è al Governo, quel Pd di cui tu sei il Segretario nazionale.

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La strategia di dire false verità: ‘Non volevi cancellare le poltrone, diciamo che le volevi scegliere’

Penoso e falso anche l’ultimo discorso dove hai avuto l’ardire di dire “volevo cancellare le poltrone”. Non è proprio così… diciamo che “volevi scegliere le poltrone”, infatti questa riforma è stata bocciata proprio perché il popolo non avrebbe più scelto i suoi rappresentanti ma li avrebbe scelti il Premier in carica, favorendo quindi le proprie amicizie e regalando impunità chissà a chi…
Questa strategia di dire delle false verità è stata propria di tutto il tuo Governo, accompagnandolo per mille lunghi giorni.
L’arroganza con la quale l’hai costruito la si è vista, sempre nel tuo discorso dimissionario, laddove continuavi a “vantare” tutte le riforme che avevi fatto (forse con troppa incompetenza), tutte tranne una: il silenzio sulla riforma che ha prodotto la caduta di questo governo è stato assordante.

Da Ex Premier hai volutamente dimenticato di citare la Buona Scuola!

Tutto l’arrogante Governo Renzi sa bene infatti che, dal giorno dell’approvazione della Legge 107, è iniziata la sua decadenza. Amministrative e Regionali hanno dato lo squillo di tromba e, come se ciò non bastasse, la vecchia volpe Massimo D’Alema, che già a suo tempo ti aveva avvisato che avresti perso circa due milioni di voti a causa della buona scuola, ha ribadito, appena dopo le tue dimissioni, che questo Governo e questo PD, tramite le loro riforme, si sono palesemente allontanati dal proprio elettorato storico!

I docenti hanno scelto con grande responsabilità, tra un po’ tornerà di moda la Democrazia anche in Italia

Bisogna però ancora una volta sottolineare che i docenti non hanno voltato le spalle al Pd, non hanno ripagato il Pd di Renzi con la stessa moneta, ma nelle elezioni e nel referendum hanno votato nel merito dapprima i programmi politici e poi il contenuto della Riforma Costituzionale. Hanno scelto con grande responsabilità ciò che ritenevano il meglio per la collettività.
Tra qualche tempo tornerà di moda la Democrazia anche in Italia, attraverso nuove elezioni politiche e noi vogliamo unirci alle parole con cui hai concluso il tuo ultimo discorso: “Viva L’Italia”… permettendoci di aggiungere ciò che diceva De Gregori: “Viva l’Italia, l’Italia liberata, l’Italia del valzer, l’Italia del caffè. L’Italia derubata e colpita al cuore, viva l’Italia, l’Italia che non muore.”