Diritto allo sciopero e l’obbligo della dichiarazione di adesione
Diritto allo sciopero e l’obbligo della dichiarazione di adesione

Si discute sulle modalità dello sciopero. Il problema, in verità, esiste da tempo e molti Dirigenti Scolastici molto infastiditi, a partire da questo anno scolastico, hanno dovuto arginare una situazione oramai divenuta insostenibile. Ogni settimana c’è uno sciopero e molti insegnanti si rifiutano categoricamente di apporre la crocetta riguardante la loro dichiarazione di adesione o meno allo sciopero. Il risultato? Le classi rimangono scoperte e spesso gli alunni vengono ‘suddivisi‘ in piccoli gruppi e ‘smistati‘ nelle altre classi (nella più totale illegalità).

I DS chiedono che diventi obbligatorio dichiarare l’adesione allo sciopero

In questo anno scolastico, quasi ogni settimana, sovente di venerdì, viene proclamato uno sciopero. Tanti sono gli insegnanti che aderiscono e che non comunicano preventivamente la loro adesione, come è giusto che sia. Le lamentele dei presidi di sommano alle tante giornate di assenza per protesta contro la Buona Scuola. Proprio per questo motivo e per venire incontro alle esigenze dei capi d’istituto, la Commissione di Garanzia ha pensato bene di convocare i sindacati per discutere su questa annosa questione.

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La risposta dei sindacati: ‘non possiamo trattare solo su questo aspetto, vogliamo il rinnovo del CCNL’

Sollecitati e incalzati da questo delicato problema (l’adesione preventiva allo sciopero) la Flc-Cgil risponde a muso duro: «Se ci dev’essere qualche modifica dev’essere fatta nell’ambito complessivo del contratto». In effetti, l’aspetto non può riguardare solo una questione, ma i diritti e i doveri dei lavoratori andrebbero sanciti, una volta per tutte, dalla riformulazione e dal rinnovo di un contratto serio e schietto, anche e soprattutto dal punto di vista economico. Insomma, tutti i sindacati dei lavoratori della scuola, coesi e agguerriti, chiedono che venga discusso tutto l’impianto contrattuale e non solo una questione che riguarda le modalità degli scioperi. L’attuale CCNL, infatti, prevede una semplice presa visione dell’avviso dell’indizione dello sciopero; ogni docente firma la presa visione della circolare dirigenziale e, contestualmente, può scegliere liberamente di comunicare o meno la sua adesione al Dirigente Scolastico del proprio Istituto, attenendosi alla Legge 15 giugno 1990, n.146.

Le dichiarazioni di Rino Di Meglio a proposito del ‘disagio’ creato dallo sciopero

Secondo tutte le organizzazioni sindacali, infatti, se si cambiano tali modalità si correrebbe il rischio di cancellare un diritto “sacrosanto”. A tal proposito Rino Di Meglio, della Gilda Scuola, dichiara: «Non siamo assolutamente d’accordo, in questo modo si vanifica qualsiasi disagio provocato dallo sciopero. Ci sono già un sacco di norme da rispettare: va fatto il tentativo di conciliazione che è una burla perché l’amministrazione statale non si presenta mai; vanno dati quindici giorni di preavviso; ci dev’essere un intervallo tra uno sciopero e l’altro; non si possono fare più di un giorno la prima volta e due giorni la seconda; non è possibile fare più di dodici giorni l’anno per le superiori e otto per le primarie. Con tutti questi limiti diventa difficile proclamarli».
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