Mobilità neo assunti

Sul fronte della mobilità dei docenti giunge dalla Sicilia una sentenza destinata a fare da apripista per gli altri contenziosi in atto. Sotto accusa c’è il criterio dell’algoritmo e la trasparenza amministrativa da parte del Miur. Lo scorso 6 dicembre, dietro un ricorso di una docente che lamentava la mancata trasparenza sulla procedura di mobilità adottata per il trasferimento conseguente all’immissione in ruolo col piano straordinario di assunzioni della L.107, si è pronunciata la terza sezione del Tar di Catania. Ciò che i giudici hanno deliberato è potenzialmente estensibile anche ad altre situazioni analoghe.
La sentenza del giudice amministrativo siciliano
La convinzione in seno al Tar Catania è quella secondo la quale gli Usp devono mettere l’interessato
nella condizione di capire con quale criterio viene assegnato ad una scuola a prescindere dalla distanza dalla propria residenza, che sia questa di 50 o di 100 km; la trasparenza innanzitutto quindi. Vero è che l’assegnazione della cattedra è avvenuta in maniera conforme alle aspettative del docente ricorrente, ma a questa deve seguire una serie di informazioni utili a capire la procedura utilizzata. Al riguardo vedasi sentenza n.2253 del 28 dicembre 2009 dello stesso Tar Catania. Ciò che la ricorrente ha chiesto, costituendosi in giudizio presso il Tar siciliano, è stato quello di poter vedere i criteri con i quali era stata nominata di ruolo in provincia di Messina, con l’assegnazione delle conseguenti ore di servizio da svolgersi presso le scuole dell’ambito di riferimento.
L’Accoglimento
Il Collegio ha accolto il ricorso della docente ritenendo fondata la domanda per quanto afferente l’ambito dell’accesso“organizzativo” così come previsto dalla legge 15/2009 e dal D. Lgs. 150/2009; da ciò ne discende che l’Amministrazione deve consentire l’accesso, nei termini precisati in dispositivo”. Per questi motivi accoglie la domanda e condanna alle spese l’amministrazione dichiarandola soccombente in giudizio.