La Buona Scuola di Renzi rischia di arenarsi
La Buona Scuola di Renzi rischia di arenarsi

Il voto di domenica e le dimissioni del governo Renzi rischiano di mettere su un binario morto le deleghe attuative della riforma della Buona Scuola e gli stessi correttivi alla legge 107/2015 su cui l’Esecutivo aveva deciso di trattare con i Sindacati al tavolo aperto al Miur.

Incontro sulla mobilità tra il Miur e i sindacati: tornano i trasferimenti su sede?

Nonostante i toni rassicuranti che giungono da viale Trastevere – come abbiamo anticipato noi –  si è svolto l’incontro tra il Capo di Gabinetto del ministro Giannini e i segretari sindacali sulla mobilità, con l’obiettivo dichiarato – almeno da parte di questi ultimi – di  ripristinare il trasferimento su sede per i docenti; senza accordo lo scenario che si profila, anche in vista delle procedure sulla mobilità è quello che si proceda come l’anno scorso con atto unilaterale dell’Amministrazione.
C’è poi la questione della mancata controriforma della legge Brunetta: l’accordo sottoscritto tra governo e sindacati (Cgil, Cisl, Uil e Confsal), sul rinnovo dei contratti del P.i. puntava allo smantellamento del potere legislativo in materia di rapporto di lavoro a favore della contrattazione; per i sindacati della scuola significa, almeno in teoria, anche una sostanziale rivisitazione della chiamata diretta dei docenti e del bonus premiale, ripristinando la contrattazione e segnando la fine della discrezionalità del Ds.

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La questione della riforma Madia e il rinnovo del contratto

In teoria, l’Intesa firmata va rispettata, ma è del tutto evidente che cambiando Esecutivo e clima politico, la partita potrebbe diventare molto complicata.
Anche sul rinnovo del contratto e sugli aumenti non mancano incertezze; la legge di Bilancio appena approvata  con voto di fiducia al Senato stanziando per i contratti poco meno di 2 miliardi di euro, non può assicurare alcun aumento reale, dato che per assicurare 85 euro di aumento ne servono 5 di miliardi! Cosa ben difficile da trovare in caso di varo di un governo tecnico o politico a termine, che non può certamente assumere  impegni tanto onerosi in una prossima legge di Bilancio che non potrà gestire.

Il problema dei decreti attuativi della Buona Scuola

Infine c’è la questione delle deleghe (decreti attuativi) sulla Buona Scuola di prossima scadenza, e che sono a rischio se non si interviene con una proroga formale:

  • nuovo sistema di valutazione degli studenti,
  • revisione Esami di Stato di II grado,
  • revisione della formazione tecnica e professionale,
  • progetto educativo 0-6 anni,

per non parlare delle pendenze relative alle GaE da svuotate e dei concorsi per Ds, Dsga, da portare avanti tempestivamente. Rischia anche lo stop la partita complessa della Pubblica amministrazione: dai “furbetti del cartellino” su cui l’Esecutivo si era riservato di intervenire dopo che la Corte Costituzionale ha stoppato i 3 decreti Madia dotati solo di “parere” e non di “concertazione” con le Regioni ed anche il rinnovo del contratto degli statali che necessita di essere formalizzato in un Atto di indirizzo della ministra Giannini all’Aran.

Restano confermate le novità per la scuola nella Legge di Bilancio

Per la scuola, nella legge di Bilancio resta confermato:

  • il raddoppio dei contributi per gli istituti privati che accolgono disabili che passano da 12,2 mln/euro a 24,4 milioni di euro dal 2017;
  • aumento del contributo per le scuole materne paritarie pari a 25 milioni di euro da erogare entro il 31 ottobre 2017;
  • aumento delle detrazioni per chi iscrive i figli alle scuole private, con detrazione Irpef del 19% ma cambiano gli importi massimi: 546 euro per il 2016, 717 per il 2017, 786 per il 2018 e 800 dal 2019; la detrazione è prevista per tutte le spese di frequenza di asili, scuole elementari, medie e superiori, compresa la mensa scolastica;
  • school bonus, pari al 10% agli istituti che ricevono meno donazioni da privati;
  • finanziamento di nuove strutture scolastiche con fondo Inail di 100 milioni di euro;
  • spazi finanziari agli EE.LL. per l’edilizia scolastica pari a 300 milioni di euro nel triennio 2017/2019,
  • ristrutturazione e decoro delle scuole pubbliche (500 milioni);
  • aumento dell’organico (140 mln per il 2017 e 400 mln per il 2018, in totale 540 milioni di euro, ma bisognerà vedere quante nel autorizzerà il Mef);
  • ape social per insegnanti della scuola dell’infanzia ed asili, con attività gravosa e almeno 36 anni di contributi.

(Fonte: articolo interamente tratto da Agenzia CARIPNEWS)
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