M5S: la scuola del futuro
M5S: la scuola del futuro

Come sarà la scuola del futuro, dopo quella imposta da Renzi con poco successo? Diversi partiti cominciano a dare la loro visione. Tra questi non poteva mancare il M5S, che illustra una scuola vista con gli occhi di un bambino del futuro. La lettera immaginaria è tratta dal blog dell’onorevole Silvia Chimienti.

La scuola del futuro con il M5S al potere: si immagina così

Ecco come dovrebbe essere la scuola del futuro secondo il M5S.
“Ciao a tutti, sono Marco, ho 12 anni e quest’anno frequento la seconda media. La mia scuola è un posto sicuro e accogliente, allegro e colorato. Io ogni mattina mi sveglio col sorriso perché sono felice di andare a scuola. Ci vado senza zaino, tanto tutto quello che mi serve per studiare è già lì: abbiamo un sacco di libri a disposizione e ognuno ha un tablet per fare ricerche su internet che poi inviamo agli studenti delle altre scuole! L’anno scorso ho vinto io il premio “curiosità” della mia classe, con una ricerca sui vulcani che ha scioccato tutti!
I professori, per me, sono un po’ come degli allenatori di calcio: ci guidano, ci incoraggiano, tifano per noi e soprattutto ci insegnano ad essere curiosi. Ripetono sempre che le nostre teste non sono vasi da riempire ma fiaccole da accendere! La nostra classe è proprio una bella squadra, siamo tutti indispensabili per vincere il campionato dell’anno scolastico. Quello che studiamo ci resta sempre in testa perché la scuola è divertente, ogni giorno c’è una sorpresa e siamo noi i veri protagonisti: ad esempio, due volte a settimana, a turno, ognuno di noi sceglie un argomento da approfondire e fa lezione alla classe.
Io mi sento importante: so che se non mi impegno i miei amici ci resterebbero male perché tutta la squadra sarebbe costretta a retrocedere. (rallentare) Non ci crederete, ma gli insegnanti non stanno mai dietro alla cattedra, sono sempre in mezzo a noi. Questo ci fa sentire più grandi: come possiamo distrarci se anche il professore sta sempre così attento e segue le nostre lezioni? A tutti interessano solo i nostri miglioramenti, i progressi che facciamo giorno dopo giorno. Non esistono più i test INVALSI e neanche i voti numerici: finalmente gli adulti hanno capito che siamo piccole persone e non numeri da schedare!
Lavoriamo moltissimo in gruppo e raramente abbiamo compiti a casa. Un momento che adoro è il doposcuola. Possiamo scegliere tra tantissime attività: coltivare l’orto, fare sport, dipingere, suonare, guardare film, preparare spettacoli teatrali, studiare nei parchi o visitare i musei. Molte volte, mentre siamo in giro, penso a quanto sono stato fortunato a nascere in Italia: questo Paese è davvero incredibile, abbiamo opere d’arte uniche e noi facciamo tantissime visite guidate. Sto crescendo molto, me ne rendo conto, e ho un sacco di interessi nuovi. Sono sempre così felice di fare il doposcuola che non vorrei neanche tornare a casa.
Papà mi guardava strano, a volte: “quando andavo a scuola io” diceva “altro che pochi compiti e capricci per restare a scuola”. Poi qualche giorno fa ha letto un mio tema sulle meraviglie archeologiche della Sicilia e mi ha fatto i complimenti. “Davvero l’hai scritto tu? Allora le cose stanno davvero cambiando!” mi ha detto. Ai loro tempi, la scuola ti costringeva a imparare a memoria un sacco di nozioni, ma non era affatto divertente, mio papà dice che a lui veniva mal di pancia ogni mattina! Mia mamma, invece, mi ha raccontato che per lei la scuola fu un vero inferno: le sue compagne la prendevano sempre in giro perché aveva qualche chiletto in più di loro, l’avevano soprannominata “Balena”.
Pensate che, nella mia scuola, invece, i maschi possono ballare senza sentirsi chiamare “femminucce” e le femmine possono giocare a calcio senza sentirsi chiamare “maschiaccio”… e abbiamo imparato che chi fa il bullo in realtà è debole. Ogni giorno, non vedo l’ora di andare a mensa: il cibo è sempre fresco e buonissimo, si assaggiano tutti i prodotti del nostro territorio, sempre diversi in base alle stagioni. Ma soprattutto, si sta tutti insieme, si fa amicizia e si impara anche a mangiare di tutto un po’. Il giovedì poi è il giorno del menu vegetariano: fin dalla scuola materna ci hanno insegnato che mangiare troppa carne fa male alla salute e al Pianeta.
Sapete, credo di aver deciso cosa vorrei fare da grande: il professore di scienze! È il mestiere più bello del mondo: i miei insegnanti sono fantastici, ci trasmettono una passione incredibile, si vede che amano il loro lavoro. Lavorano sempre insieme, proprio come noi. Non smettono mai di studiare e di aggiornarsi e s’inventano modi sempre nuovi per farci venire voglia di scoprire il mondo! Non li cambiamo più di anno in anno o di mese in mese, come mi hanno raccontato che avveniva tempo fa, ora sono tutti stabili e molto più sereni di prima perché sanno che non ci abbandoneranno a metà anno. In classe siamo solo in 20, ognuno di noi è seguito passo passo, nessuno viene lasciato indietro, come avveniva prima con le “classi pollaio” da 35 alunni. Avere così tante attenzioni mi ha aiutato a migliorare. Oltre agli insegnanti, ci sono altri adulti che stanno ogni giorno al nostro fianco: abbiamo un educatore che ci aiuta quando abbiamo dei problemi a casa o litighiamo con qualche compagno; poi c’è uno psicologo, i tecnici di laboratorio, i collaboratori scolastici, il preside… Loro sono nostri amici e se abbiamo un problema diventano i nostri angeli custodi.
La materia che preferisco è educazione civica: non è una materia vera e propria, ci insegna come stare al mondo. Nelle ore di educazione civica puliamo il giardino e la palestra, aiutiamo i bambini più piccoli a fare i compiti, insegniamo ai nostri nonni ad usare il computer e impariamo quali sono i diritti e i doveri di ogni cittadino. Ormai conosco a memoria la nostra Costituzione, mi piace soprattutto l’articolo 3: “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali di fronte alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche e di condizioni personali e sociali.” Mia mamma e mio papà mi hanno raccontato che anni fa la Costituzione è stata in grande pericolo, ma poi, con un referendum, gli Italiani hanno deciso di salvarla. La scuola è una piccola comunità di persone felici. E anche se la legge “buona scuola” non esiste più, noi finalmente abbiamo una scuola buona.”
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(Fonte: http://www.silviachimienti.it)

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