Vincenzo De Luca, Governatore della Regione Campania
Vincenzo De Luca, Governatore della Regione Campania

Per Vincenzo De Luca la Buona Scuola ha pesato abbondantemente sul risultato finale del referendum, provocando per questo una dura sconfitta per l’ex governo Renzi. In effetti, De Luca, nelle ore successive ai risultati negativi (per i sostenitori del Si) del referendum aveva parlato di mancanza di umiltà, proponendo un ritorno a questo atteggiamento. Oggi, invece, parla apertamente e, come se nulla fosse, esprime un suo personale parere su come il voto contrario di molti insegnanti (vessati dalla riforma scolastica denominata Buona Scuola) abbia svolto un ruolo determinante per le sorti di questo Esecutivo.

La ricetta di De Luca: torniamo all’umiltà e difendiamo i docenti, ‘defenestrati’ dalla Buona Scuola

Il governatore, ammette, indirettamente, anche le sue colpe per essere stato, prima di tutto, un convinto sostenitore del si (ricordiamo anche il suo concitato discorso elettorale per accaparrarsi quanti più si, anche a costo di frittatine e companatico). Oggi, si spinge oltre e, come ha fatto anche Crocetta in Sicilia, analizza il voto dei cittadini, in particolare quello di una categoria specifica di lavoratori: gli insegnanti, ammettendo alcune storture e difendendo le loro ragioni. Con il suo discorso e le sue dichiarazioni spiega le ragioni di una sconfitta così colossale che difficilmente sarà cancellabile dalla mente di molti cittadini che credono, ancora oggi, alla parola ‘democrazia’. Peccato che, oggi, dopo la disfatta del PD, quelle ragioni degli insegnanti si capiscono solo in termini di voti in percentuale.
Viene da chiedersi: ma dov’era il bravo Governatore della Campania quando gli insegnanti protestavano a suon di slogan contro la Buona Scuola di Matteo Renzi? Forse, stava al ristorante a mangiare una bella frittata di pesce?
L’intervista – monologo continua: «Sono interessato a capire perché c’è stato quel voto al referendum» ha sostenuto Vincenzo De Luca: «Nel voto il 90% dei ‘No’ si è espresso in un voto politico e non sui quesiti referendari. Su questo hanno pesato alcune criticità di questo ultimo anno e mezzo». E qui’ il governatore inizia a sciorinare tutta una serie di riforme contestate da molti cittadini italiani, prima tra tutte la Buona Scuola. E prosegue: «La prima è quella della ‘Buona scuola’. Il mondo della scuola, ha fatto un’opposizione durissima anche con posizioni di odio verso il Governo, autore di una riforma che ha scontentato tutti. La decisione degli algoritmi e dei trasferimenti è demenziale e su questo bisogna fare autocritica”. Una prima ammissione di ‘culpa in vigilando’ direbbe qualche docente.

Le cause maggiori dei ‘No’ secondo De Luca: ‘le promesse dello sblocco del rinnovo contrattuale e l’irrisolta questione dei migranti’

Proseguendo nella sua pacata conversazione, parla anche di rinnovo contrattuale e di migranti, dichiarando testualmente: «Al referendum c’è stata l’opposizione di molti dipendenti del pubblico impiego nonostante lo sblocco dei rinnovi contrattuali perché l’insieme della riforma della pubblica amministrazione si presentava come punitiva del pubblico impiego. Questa cosa è stata imperdonabile e sbagliata tanto quanto l’albo pubblico dei dirigenti. Un altro dato sottovalutato è quello della sicurezza urbana e dei migranti. La gente vuole serenità, questa gestione dei migranti è parsa inaccettabile a tanti cittadini».

Altra causa: ‘malessere sociale e mancanza di lavoro’

In conclusione, lo stesso De Luca avverte tutti i suoi colleghi politici sul rischio concreto di malessere sociale: «Infine credo abbia pesato il malessere sociale e la mancanza di lavoro. Il ‘No’ più forte è stato quello delle periferie. Io avevo avanzato una proposta shock, 200mila giovani assunti nella pubblica amministrazione, una misura immediata perché non si può aspettare la ripresa economica, serve una risposta immediata. Io lavorerò nelle prossime settimane per mettere a punto e precisare il piano per il lavoro per il Sud. Qualunque sarà il Governo – conclude De Luca – questo tema resterà al centro».
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