docente rinviato a giudizio

Un docente di educazione musicale che insegna alla scuola media di Portici è stato accusato di molestie sessuali compiute un anno e mezzo fa a carico di due minorenni, ma la ‘malaburocrazia’ che affligge il nostro sistema giudiziario fa sì che il professore continui a insegnare perché la scuola non lo ha sospeso. La responsabile dell’Usp Luisa Franzese chiarisce al Mattino di Napoli che del fatto non è giunta nessuna comunicazione. A carico del docente la scuola aveva aperto una procedura disciplinare a seguito di alcune segnalazioni giunte dalle famiglie dei minori molestati, alla quale non è stato possibile dare seguito per la mancata comunicazione dell’inchiesta a carico del professore da parte delle autorità giudiziarie.

Il rinvio a giudizio

Le segnalazioni erano giunte anche alle forze dell’ordine e in Procura, motivo per il quale il gip Nicola Quatrano aveva ordinato un incidente probatorio. Il pubblico ministero Francesca Falconi chiedeva il rinvio a giudizio per atti sessuali su minorenne con l’aggravante della continuazione. La gravità della accuse assume maggior rilievo in considerazione del fatto che le ragazzine avessero meno di 14 anni e che fossero a lui affidate per ragioni di istruzione. I fatti contestati al professore andavano dalle carezze sulle parti intime delle due studentesse con l’invito alla reciprocità con la scusa di cercare un accordatore nelle tasche dei pantaloni.

Regolarmente in classe a tenere lezione

Attualmente il docente insegna in un’altra sezione dello stesso Istituto dove si sono svolti i fatti contestati. Gli avvocati che lo difendono assicurano sulla sua completa innocenza ma il padre di una delle due ragazzine non ci sta e preme affinché venga allontanato dalla Santagata, il plesso dove insegna, per impedire la recidiva ai danni di altri allievi. Eppure dal punto di vista formale, spiega ancora la Franzese, il professore ha tutto il diritto, oltre al dovere, di venire a scuola tutti i giorni perché a suo carico non c’è nessuna sospensione. Senza un atto formale da parte della procura, dove si recherà lunedì per cercare altre informazioni sui fatti, non è possibile sospenderlo dal servizio.