Francesca Puglisi prende il posto di Stefania Giannini
Francesca Puglisi prende il posto di Stefania Giannini

Giannini sul viale del tramonto – Finalmente le lunghe consultazioni del Presidente della Repubblica con tutte le delegazioni dei partiti e dei gruppi parlamentari sono terminate e iniziano a trapelare i nomi dei nuovi ministri. Per quanto riguarda il toto premier, pare sia in testa l’ex ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, in vantaggio su tutti, persino sul suo segretario PD Matteo Renzi. Per quanto riguarda il nuovo Ministero alla Pubblica Istruzione, invece, voci sempre più insistenti fanno il nome di Francesca Puglisi, attuale responsabile del settore Scuola del Partito Democratico.

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Il nuovo Ministro al Miur: una staffetta preannunciata tra la Giannini e la Puglisi

Da quanto si apprende, quindi, fonti ben informate parlano di una Stefania Giannini già in cammino verso il ‘viale del tramonto‘. Molto probabilmente da lunedì prossimo il suo rimarrà solo un brutto ricordo per molti insegnanti. Per dire il vero, questa decisione era nell’aria già da tempo, forse prima del definitivo ko del voto referendario. La staffetta con la Puglisi, così come qualcuno racconta, pare essere già stata programmata in ‘illo tempore’ ma la tragica debacle di domenica 4 dicembre ha accelerato tale decisione. Insomma, eliminare dalla circolazione un capro espiatorio sembra la soluzione migliore per tutti, specie per il PD battuto con 20 punti in percentuale dal popolo della scuola.

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Tutti i delfini sono al loro posto, nonostante i loro ‘cattivi’ consigli

A pensarci bene salteranno molte figure istituzionali di questo governo. Eppure alcuni stessi esponenti del PD testimoniano un loro acuto e perdurante ‘mal di pancia‘ a proposito delle mancate epurazioni di qualche figura di spicco dello stesso partito di maggioranza relativa. Possibile che molti ‘delfini‘ di Renzi stanno ancora al loro posto e oggi si permettono persino di commentare i futuri sviluppi del nuovo governo? Una domanda nasce spontanea: non era forse il caso che l’attuale direzione del PD presentasse, in blocco, le proprie dimissioni? Le motivazioni c’erano e ci sono abbondantemente, soprattutto per non aver visto con lungimiranza la disfatta che sarebbe arrivata il 4 dicembre, disfatta causata delle scelte poco convincenti di un partito che di democratico ha solo il nome che porta.

Un addio alla Giannini e un arrivederci alla bella Maria Elena Boschi

Il processo di rinnovamento, a quanto pare, si attuerebbe con le sostituzioni congiunte dell’ex premier Matteo Renzi e con l’ex Ministra Stefania Giannini; una vera e propria ‘lettera scarlatta’ per queste due discusse e tanto chiacchierate figure politiche. Il loro accantonamento servirebbe solo per calmare gli animi dei cittadini e giustificherebbe le cattive scelte in fatto di riforme scolastiche, le cui conseguenze sono note a tutti. Ultima chicca: fonti ben informate parlano di una Maria Elena Boschi che non si schioderà dal suo posto e dal suo incarico di ministra della Repubblica.
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