Matteo Renzi, intervistato dal Quotidiano Nazinale
Matteo Renzi, intervistato dal Quotidiano Nazinale

[pro_ad_display_adzone id=”8458″ background=”1″ container_type=”.”]

Ultime notizie 12/12. Il giornalista Andrea Cangini del Quotidiano Nazionale intervista telefonicamente Matteo Renzi. Disponibile e tonico, l’ex premier inizia, con sorpresa, una lunga conversazione dai sapori realistici e pragmatici, sulla situazione politica italiana che si sta per consumare. Renzi, si rammarica per non aver potuto portare a termine fino all’ultimo giorno il suo lavoro e sancisce, con la sconfitta del no al referendum costituzionale, la fine di un ciclo, o meglio di un’opportunità mancata per l’Italia. Ma vediamo, brevemente, alcune dichiarazioni rilasciate stamattina al Quotidiano Nazionale.

Loading...

Renzi critico con la politica dell’inciucio, enuncia la sua profezia

Subito dichiara, con tono mesto e rassegnato, la seguente affermazione: «…Non avremo più uno che governa, ma tutti che inciuciano. I cittadini perderanno il potere di scegliersi i governi, le decisioni politiche più importanti verranno prese da pochi nel buio del Palazzo. Insomma, è tornata la Prima repubblica. E non ne usciremo facilmente». Una profezia, si potrebbe dire, che non lascia dubbi, soprattutto se queste parole vengono pronunciate da un uomo che fino all’altro ieri guidava un governo e che stava all’interno della stanza dei bottoni; lui, per dire questo, evidentemente sa tante cose che i comuni mortali ignorano.

Secondo la tesi convinta del politico fiorentino sarebbe tornata o è in procinto di essere in piedi, nuovamente la Prima repubblica. Insomma, mette in guardia tutti, sulla capacità (o volontà) del prossimo parlamento di ‘aggiustare’ la futura riforma elettorale. Il suo, a quanto pare, sembra essere un vero e proprio avvertimento nei confronti dei cittadini che si sono illusi che le cose, con le sue dimissioni, sarebbero migliorate. Invece, per gli italiani, le cose andranno ancora peggio: «I parlamentari – sostiene convintamente Renzi – faranno melina nella speranza di arrivare a settembre in modo da incassare i vitalizi. È una vergogna, lo so, ma non mi aspetto niente di diverso». E da qui la sua previsione cruda e spietata: «Alle prossime elezioni, presumibilmente a giugno, si voterà con il proporzionale e con il Consultellum».

Un’amara considerazione personale: ‘pur avendo una maggioranza ho dato le dimissioni’

Questa è l’ultima intervista, mai più per mesi – Sereno, nel finale dell’intervista, dice: «Sono il primo presidente del Consiglio dell’intera storia repubblicana che se ne va pur avendo 173 voti di maggioranza in parlamento». E’ vero anche che se ne è andato, ma è anche vero che lo aveva dichiarato in più circostanze. Le promesse in politica non si mantengono, caro Matteo Renzi. Ma lui, da questo punto di vista, è stato coerente e ha deciso così, per il bene dei politici veri. A tal proposito, spiega le sue ragioni circa le sue annunciate dimissioni dalla politica in caso di sconfitta: «Quando ho detto che avrei smesso con la politica intendevo dire che avrei smesso di essere pagato dalla politica, e così è stato. Non sono parlamentare, non ho stipendi, prebende né garanzie… Eppure, ho mollato lo stesso». L’intervista, forse l’ultima, si conclude con un’altra amara considerazione: «Non darò interviste per mesi».

(Fonte: Quotidiano.net)