Francesca Puglisi e Simona Malpezzi PD

Sono ore molto importanti per il futuro della scuola, un passaggio, comunque, inevitabile dopo la fine del governo Renzi. Forse, la stragrande maggioranza del personale docente e Ata avrebbe preferito la soluzione delle elezioni anticipate e non quella di un governo di responsabilità come quella a cui stiamo andando incontro. La scuola, infatti, non ha certamente bisogno di una ‘minestra riscaldata’ ma di una netta sterzata, un cambio di direzione opposto a quello in cui si è incamminata negli ultimi tre anni (e fors’anche di più aggiungeremmo, tenendo conto i disastri commessi anche dai governi precedenti).

Ultime notizie scuola, lunedì 12 dicembre 2016: Malpezzi o Puglisi? I docenti non ci stanno

Fatto sta che ci ritroviamo con un ex ministro degli Esteri del governo renziano, Paolo Gentiloni, incaricato di andare a sedersi sulla poltrona del suo ex capo: stiamo ripetendo troppe volte la parola ‘ex’ ma, per questo, non fatecene una colpa perchè è così che stanno andando le cose, volenti o nolenti.
E allora di fronte ad una soluzione Malpezzi o Puglisi quali possibili sostitute dell’ex (perdonateci ancora la ripetizione) ministro dell’istruzione, Stefania Giannini, tutto il mondo della scuola non può far altro che insorgere.

ANDE, Associazione Docenti ed Educatori: ‘E’ una specie di colpo di stato, scenderemo in piazza’

E’ questo il senso del comunicato diffuso da ANDE, l’Associazione Docenti ed Educatori: ‘Se sarà indicata la Malpezzi o la Puglisi alla Pubblica Istruzione i docenti scenderanno in piazza e faranno le barricate. – ha scritto senza mezzi termini Bernardo Croci, fondatore dell’Associazione –
Gli insegnanti non accetteranno che nessuno dei fautori della legge 107 venga messo a dirigere la Minerva. Se così fosse saremo di fronte ad una specie di “colpo di stato” nel settore scuola. Intanto siamo pronti a chiedere ai sindacati la convocazione di una grande manifestazione nazionale contro questo scenario. Se non vogliono trasformare la scuola in una trincea di guerra è ora che cambino la legge 107 e il primo passo per cambiare è mettere fuori tutti i suoi ideatori.’
Una presa di posizione che non ha bisogno di ulteriori commenti e che descrive in modo chiaro la difficile situazione che stiamo vivendo.