Davide Faraone e il precariato scolastico

Davide Faraone al microfono di Oscar Giannino su Radio 24 dice la sua su precariato scolastico e nomina del nuovo ministro Valeria Fedeli. La nuova uscita di Davide Faraone provocherà sicuramente un’ondata di proteste sdegnate da una platea di docenti precari che finalmente viene da lui quantificata nel corso dell’intervista rilasciata a Giannino. Il governo si è trovato di fronte a un bivio quando ha varato la 107, scegliendo di tirare una riga sul passato che somiglia molto ad una epurazione di massa dell’intero corpo docente non stabilizzato.

Sapevamo che in 400 mila avrebbero lasciato l’insegnamento

Il compito di un governo sarebbe di norma quello di rimettere ordine nel sistema scolastico devastato da riforme cervellotiche e classiste varate nel corso degli ultimi anni. E così scopriamo, grazie al nostro, che 600 mila insegnanti attendevano una risposta da questo esecutivo. La scelta del governo Renzi è stata quella di assumere 180 mila di loro, nemmeno un terzo. Sapevano benissimo che in questo modo si sarebbe levata alta la protesta dei restanti 400 mila disseminati tra le varie graduatorie perché sapevano di dover rinunciare alla carriera. La nomina di Valeria Fedeli al Miur che ha scatenato dure reazioni in seno alla categoria dei docenti è stata commentata negativamente anche dal sottosegretario che dichiara di non capirla.

Loading...

Inizio della parabola discendente

Quando una formazione politica dimostra un così scarso interesse per la sorte di migliaia di lavoratori non ci si può sorprendere di come la mina del Jobs Act rischi di innescare il processo di autodistruzione del PD. Non a caso in queste ore infuriano le polemiche del partito di maggioranza circa la priorità da assegnare alle votazioni. Prima il referendum o prima le elezioni anticipate per non rischiare una Waterloo? Affermare che è meglio lasciare fuori 400 mila insegnanti dal lavoro per riassestare solo i conti dello Stato è insieme aberrante e inaccettabile. Sarebbe come paragonare questa scelta a quella infelice fatta dal comandante Schettino all’Isola del Giglio. Si salvi chi può insomma, ma da legislatori simili chi salverà la scuola?