Buona Scuola eredità nefasta

L’onorevole Silvia Chimienti del Movimento Cinque Stelle è entrata a gamba tesa sul nuovo governo Gentiloni ma soprattutto sull”eredità’ lasciata dal precedente esecutivo che si vanta di aver fatto una riforma sulla scuola grande e straordinaria. Semmai, vista l’eclatante vittoria del No al referendum costituzionale del 4 dicembre, non c’è nulla di cui vantarsi, anzi bisognerebbe trovare l’umiltà di ammettere gli errori che, invece, sono stati fatti, umiltà che, invece, manca, così come è mancata in passato quando si è ignorato uno sciopero di un milione di persone e quando il Parlamento si è dimostrato sordo alle richieste di docenti. Ecco le parole di critica espresse della deputata pentastellata.

M5S su Buona Scuola Renzi: ‘Non è certo qualcosa di cui vantarsi’

Senza un Governo di estrema discontinuità rispetto all’esecutivo di Renzi sono certa che la buona Scuola resterà un’eredità.
Un’eredità nefasta, tuttavia: un’eredità di aspettative frustrate, di stravolgimento di vite e di relazioni familiari a causa degli errori e della fretta di procedere per poter dire di averlo fatto. In questo senso, la legge 107 non è certamente qualcosa di cui Renzi dovrebbe vantarsi visto che il voto del mondo della scuola è stato determinante ai fini della vittoria del NO al referendum e delle conseguenti dimissioni del premier.

Silvia Chimienti su governo Renzi: ‘Hanno ignorato un milione di persone in sciopero e parlano di eredità da tramandare?’

L’onorevole Silvia Chimienti conclude così: ‘Ma evidentemente nel Partito Democratico manca perfino l’umiltà di ammettere gli errori fatti, a partire dalla totale mancanza di ascolto di docenti e studenti prima e durante l’esame della Buona Scuola in Parlamento.
Hanno ignorato uno sciopero da un milione di persone e ora parlano di eredità da tramandare? Mi fa sorridere.